22/04/2018

Forse non risponde all’aspetto di un centro di ricerca, ma l’Orto delle Api a Codroipo è un’azienda dove oltre a coltivare la terra in modo tradizionale, custodire alcuni animali come asini, capre e api, si tengono corsi formativi per imparare tecniche antiche e innovative per coltivazioni rispettose della natura. Senza utilizzare prodotti chimici o sintetici, loro producono autonomamente quasi tutto ciò di cui hanno bisogno per migliorare le coltivazioni, studiando i vecchi trucchi di una volta, perfezionandoli e imparando dall’esperienza, riescono a migliorare le prestazioni dei raccolti. Hanno anche un’officina dove realizzare da soli gli strumenti che gli consentono di lavorare meglio, senza sprecare nulla.

ern api IMG_5568Tutti sappiamo che in natura una delle prime regole è la stagionalità. Poi esistono caratteristiche microclimatiche da rispettare: piantare limoni a Tarvisio (UD) forse non è opportuno, o quantomeno non risulterà economico. Un tempo la nostra vita era regolata da ritmi temporali definiti. In Italia, negli anni ’60 è iniziata la corsa alle innovazioni, anche in ambito agricolo. Il risultato peggiore che oggi possiamo riscontrare è l’impossibilità di costituire una attività agricola economicamente sostenibile, per le aziende piccole o di medie dimensioni.

Macchinari enormi, dai costi proibitivi, hanno ridotto sempre più la necessità di personale, imponendo l’acquisizione di terreni sempre maggiori, per giustificare la coltivazione intensiva ma limitando le specie coltivate. Oggi abbiamo grandi campi di mais, piantagioni enormi di soia e qualche vite per produrre il vino. Tutto il resto è inapprezzabile, con rarissimi casi di grano, piccolissimi appezzamenti dedicati a ortaggi, tuberi, frutta e tutto il resto.

Questo è il risultato della globalizzazione, dell’ingigantimento delle aziende agricole che da famigliari sono diventate S.p.A., ern capreIMG_5592portando la popolazione a una crisi che ha accentuato la differenze tra le classi sociali: pochi ricchi e tanti sempre più poveri. Questa crisi dovrebbe far comprendere che l’esperienza degli ultimi cinquant’anni ha peggiorato le cose e solo una economia agricola diffusa, localista ma innovativa, semplice ed economica, che riassorba mano d’opera e crei occupazione, può tirarci fuori dai guai.

Ricreando la cosiddetta “Sovranità Alimentare”, ormai sopraffatta dal consumismo e dallo spreco,  ricostituendo la nostra potenzialità ad autoalimentarci, possiamo ricreare le basi per una ripartenza anche dal punto di vista economico. Ma per questo risultato è necessario mettere in atto una rivoluzione culturale che porti a un metodo agricolo economico e sostenibile non identificabile assolutamente negli attuali modelli basati sulla chimica. Riscoprire la storia, gli insegnamenti dei nonni e studiando tecniche rispettose della natura. Non serve aggiungere nulla.

Oggi si parla di BIO, ma senza nessuna garanzia. Perché i prodotti che arrivano dall’estero in particolare, magari sono anche provenienti da coltivazioni biologiche, senza controllare però se il vicino irrora con l’aereo prodotti chimici.

ern carrozza cavalli villa manin IMG_5056Potremmo imparare da chi rispetta le tradizioni e limita l’utilizzo di sostanze estranee come in Austria. Con i letami in campo per il compostaggio in cumulo con la sola copertura del Top-Tex (un tessuto innovativo con cui si realizzano anche costumi da bagno e abbigliamento sportivo). Questa pratica, conosciuta oltre le Alpi permette di maturare il letame al punto da ricavarne un terriccio con quantità di Azoto stabile e organicato fino anche a 2,5 %, abolendo di fatto la necessità di concimi chimici. Il tutto senza cementificare, a costo zero ed efficace al 100%.

All’Orto delle Api di Codroipo hanno già cominciato questa pratica salvando l’azienda dai costi e dalla cementificazione ottenendo un grande risultato economico, sanitario ed estetico. Nessun odore, solo vantaggi.

Ci sono inoltre altri “segreti di pulcinella” che ci racconta Ganzit nel video, ma probabilmente tutti gli agricoltori che hanno una certa età conoscono e ricordano come si risolvevano i problemi senza ricorrere a sostante chimiche che, come le medicine per gli esseri umani, se fanno bene da una parte, sicuramente creano altri danni.

Graziano Ganzit, assessore alle attività produttive e politiche comunitarie, ma grande esperto di coltivazioni biologiche e naturali, ricorda che la situazione attuale, dopo l’accentramento degli anni passati, ha ridotto le famiglie di coltivatori e allevatori in Friuli Venezia Giulia. Una duplice attività remunerativa, pensando anche al turismo e Villa Manin, potrebbe essere rappresentata dall’utilizzo di carrozze trainate da cavalli che porterebbero a spasso i visitatori, producendo anche il letame.

Il Passato insegna a chi vuole ascoltare, ma il Futuro sarà il risultato delle nostre scelte!

MARCO MASCIOLI

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