23/04/2019

Non c’è nessuna novità, in Italia, quando c’è un problema il cui sollevamento potrebbe nuocere a grandi produttori multinazionali ed enti centrali dello Stato, si risolve sempre cercando il fondoschiena dell’ultimo utilizzatore. Il cittadino e in questo caso l’agricoltore. 

A quanto pare l’accusa è sicura di additare il Mesurol 500 FS, una sostanza prodotta da Bayer e considerata legale, responsabile della forte moria di api in regione. Così, in Friuli Venezia Giulia e solo in provincia di Udine, un pubblico ministero ha cercato le prove dell’inquinamento ambientale nelle campagne friulane. Coinvolgendo l’istituto Zooprofilattico delle Venezie, di Legnaro (PD), avrebbero rilevato che nei resti di api morte, nei favi e anche nel miele, erano presenti forti dosi di questa sostanza proveniente dal Mesurol. Circa un mese fa hanno sequestrato oltre duecento proprietà agricole e indagato alcuni proprietari e agricoltori per inquinamento ambientale. 

La addossare la responsabilità a coloro che utilizzano semi che hanno regolarmente acquistato presso i consorzi agrari, peraltro seguendo tutte le indicazioni d’uso e gli aggiornamenti imposti come la modifica dello spargi-seme sui trattori, sembra sia solamente la cosa più comoda da fare, piuttosto che accusare i produttori che hanno trattato le sementi con questa sostanza, prodotta da una multinazionale e che il ministero competente aveva autorizzato.

Così sabato 6 aprile centinaia di operatori del settore agricolo, da tutta la provincia di Udine, sono andati in città per sfilare con i loro trattori prima di trovarsi all’interno del salone del Consiglio Regionale per un incontro con il presidente del Consiglio Piero Mauro Zanin e l’assessore Regionale alle risorse agroalimentari, forestali e ittiche Stefano Zannnier.  L’amministrazione regionale ha fatto proprie le preoccupazioni sia degli apicoltori, sia degli agricoltori e, nel rispetto delle prerogative della magistratura, auspica la più proficua collaborazione nell’esclusivo interesse del Friuli Venezia Giulia. Un percorso sul quale la Regione stessa offre il proprio supporto nelle vesti di mediatrice. Una situazione, è stato ribadito, che richiede pertanto l’individuazione di una strategia comune di gestione della crisi, superando i contrasti tra due settori che, per la comunità regionale, rappresentano patrimoni inalienabili. Solo dal dialogo, secondo l’esecutivo regionale, possono  prendere forma risposte concrete a un interrogativo che grava sul futuro di due settori uniti da un legame simbiotico. 

Di questa simbiosi sono sicuramente al corrente tutte le parti che oggi sono principalmente composte di persone intelligenti, colte e preparate. Professionisti che conoscono bene la funzione delle api nel contesto biologico. La natura dev’essere sempre rispettata e da un certo punto di vista non c’è nulla di naturale nell’allevare le api e neppure nel coltivare i campi. Questo è l’uomo che per soddisfare le proprie esigenze di essere superiore, organizza e forza l’ecosistema in ogni direzione. Buono il miele, importantissima l’attività d’impollinazione, ma tutto sommato dovremmo ricordare che, grazie al mais riusciamo a dare continuità a una catena alimentare impressionante.

Forse non tutti hanno presente che il mais, oltre a essere fonte di fibre nell’alimentazione umana, mangiato bollito, arrosto o “scoppiato” in popcorn, è alla base per ottenere cibi come il prosciutto crudo, il formaggio, la carne e anche le uova, essendo il principale alimento dei maiali, mucche e galline (oltre a tante altre specie). 

In Friuli Venezia Giulia si coltiva mais da tanti decenni, con risultati sempre migliori e produzioni intensive, grazie agli investimenti nei macchinari come i trattori e gli essiccatoi, gli impianti idrici e sicuramente anche i trattamenti dei semi che ora non vengono più divorati da volatili appena seminati, poiché i produttori ora li hanno trattati con Mesurol 500 FS. Quantunque possa essere nociva questa sostanza, dovrebbero prendere provvedimenti limitativi nei confronti dei produttori, non prendersela sempre con gli utilizzatori, come fossero utili capri espiatori. Al momento gli avvocati festeggiano e gli agricoltori sperano si risolva tutto in una bolla di sapone, ovvero siano additati i veri responsabili. 

Marco Mascioli 

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