16/06/2019

Emozione e commozione, a Mittelfest, nel segno della pace, di un’Europa senza confini e senza muri, commemorando i “Ragazzi del ’99”, al centro del grande concerto sinfonico che ha affollato la chiesa di San Francesco e ha portato sul palco l’orchestra di Lubiana e la Filarmonica di Sarajevo, al pianoforte Viviana Lasaracina e la voce dell’attore Paolo Mutti, che ha recitato in italiano, tedesco e sloveno e friulano il testo di Angelo Floramo con 100 ragazzi di diverse nazioni d’Europa.

Un minuto di silenzio ha preceduto l’avvio del concerto, nel ricordo commosso non solo dei giovani millennials che persero la vita nella Prima Guerra Mondiale ma anche per la commemorazione dell’anniversario del massacro di Srebrenica. Un clima toccante che già si era creato nella chiesa di S.Maria dei Battuti, dove la prestigiosa regista bosniaca Jasmila Zbanic (Orso d’Oro al festival di Berlino per il film “Grbavica”), che aveva 17 anni nei giorni bui in cui iniziò l’assedio di Sarajevo – e che durante la guerra ha studiato come regista all’Accademia di arti dello spettacolo ed è stata studentessa di Haris Pasovic, direttore artistico di Mittelfest – ha inaugurato la sua installazione artistica Razor Wire Ensemble (aperta tutti i giorni dalle 11 alle 13 e dalle 18 alle 21), progetto multimediale sul nostro mondo drammaticamente avvolto dal filo spinato.

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