14/08/2018

RICEVIAMO
E PUBLICHIAMO

a
Villa Manin, una tavola rotonda a tema promossa dalla Cisl di Udine

MEDIO
FRIULI, IL TERRITORIO RIPARTE DA SE STESSO

L’aggregazione
dei Comuni, strada possibile

Una
forte spinta riformistica dal basso, ovvero dal territorio per
ripensare e ridisegnare il territorio stesso, fatto di lavoro e
comunità. L’idea è stata al centro della tavola rotonda promossa
stamani a Villa Manin dalla Cisl dell’Udinese e Bassa friulana,
assieme alla categoria dei pensionati, e focalizzata sull’esperienza
del Medio Friuli.

E’
il territorio che ruota attorno a Codroipo il cuore della riflessione
del Sindacato – aperta dalla segretaria regionale, Iris Morassi -,
ma anche l’occasione per lanciare una proposta concreta:
capitalizzare l’esperienza delle Aster, facendo del Medio Friuli
un’area di livello regionale, partendo dall’aggregazione
intercomunale vera, attraverso non solo un Piano di fattibilità
capace di individuare azioni per lo sviluppo delle risorse locali,
delle imprese e del lavoro per i giovani, ma anche con la
collaborazione di tutti i soggetti della comunità.

Del
resto – malgrado le forme associative realizzate siano ad oggi 43
(di cui 37 associazioni intercomunali, 5 unioni e 1 fusione) questa
appare la strada che raccoglie anche il consenso degli stessi
amministratori locali, come confermerebbe l’indagine condotta, per
conto della Cisl, dall’economista Fulvio Mattioni. In una scala da
uno a dieci, infatti, i sindaci intervistati stimano necessario (8.3)
l’associazionismo tra Comuni (le imprese, lo per il 5.9 e ancora
meno per la popolazione) ed estremamente importante (8.2)
l’esperienza dell’Ater sotto il profilo identitario e sociale,
meno sotto quello amministrativo (6.8).

Se
l’aggregazione/associazionismo, dunque, si profila una strada
possibile per aumentare il benessere del territorio (oggi al 78,7% e
fortemente disomogeneo tra i Comuni appartenenti all’area di
riferimento) altri elementi vanno aggiunti alla ricetta della Cisl, a
partire dalla solidarietà intergenerazionale, la sobrietà degli
stili di vita, la collaborazione tra le varie identità, richiamati
anche dal parroco di Codroipo, Ivan Bettuzzi.

Tuttavia,
anche di fronte questa prospettiva, i problemi sul tavolo sono
molteplici e complessi, come ha evidenziato anche il sindaco di
Codroipo, Fabio Marchetti: così il depauperamento delle risorse che
detta le scelte sulla base della convenienza economica, gli attuali
provvedimenti del governo Monti con diverse leggi che impongono
bruschi cambiamenti di rotta alle amministrazioni locali, la spending
review con il prossimo taglio delle Province.

Via
libera alla dimensione intercomunale dal sindaco di Talmassons, Piero
Mauro Zanini, (“con i confini non si risolvono i problemi”), che
però ammonisce sul concetto di sviluppo: il benessere non si misura
solo con il Pil, ma occorre sdoganare indicatori diversi e non
necessariamente legati a criteri economici; e poi, la difesa del
territorio deve passare attraverso modelli di sviluppo coerenti con
l’identità del territorio stesso.

L’importante
è che tutti i temi sul tappeto – chiarisce l’assessore regionale
Riccardo Riccardi – vengano considerati all’interno di un più
ampio contesto di sistema. Perché, se è ancora attuale parlare di
pezzi di territorio, non si può non considerare le dimensioni
ridotte della regione, il particolare rapporto esistente con lo
Stato, la questione della specialità. Come a dire che la “battaglia
territoriale” va inquadrata in una visione più complessiva e di
una realtà in divenire.

Specialità
ed autonomia, anche nelle parole del senatore Flavio Pertoldi, che
punta il dito contro alcune debolezze del territorio – lavoro, in
primis – e chiede un maggiore coinvolgimento di imprese e
popolazione nella vita “amministrativa” dei Comuni.

A
fare sintesi è stato il segretario della Cisl dell’Udinese e Bassa
friulana, Roberto Muradore. “Di fronte allo spaesamento della
globalizzazione, occorre tornare – per il sindacalista – al luogo
come insieme di affetti, relazioni, paesaggi. Dobbiamo avere la
capacità di riportare sul territorio (anche attraverso le
infrastrutture) l’economia, che comunque resterà globale”.
Territorio inteso anche come responsabilità – per Muradore –
ovvero come spazio dove compiere scelte che sarebbe più semplice
delegare ad altri. “Non aspettiamoci che siano altri a risolverci i
problemi: è il territorio che deve fare qualcosa per se stesso,
continuando a svolgere le sue funzioni (come i servizi), ma anche
trovando soluzioni inedite alle nuove sfide”.

Maria
Teresa Bazzaro

Ufficio stampa CISL FVG

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