12/12/2018

La figura di Maria Teresa D’Austria, è stata al centro della tavola rotonda “Maria Teresa
1717-2017 visione geopolitica e modernità” nel Palazzo della Regione di
Trieste, promossa dalla Regione stessa con l’Iniziativa Centro Europea, nell’ambito delle iniziative per il trecentesimo dalla nasciata dell’imperatrice.

IN FONDO ALL’ARTICOLO I REPORTAGES VIDEO A CURA DI AGENZIA REGIONE CRONACHE CON INTERVENTI DI DEBORA SERRACCHINI E IL GIORNALISTA E SCRITTORE PAOLO MIELI

Debora Serracchiani, tra i partecipanti al dibattito, ha individuato nella “lungimiranza, modernità e tolleranza” le
caratteristiche salienti del regno di Maria Teresa, che ha lasciato una traccia duratura in Trieste e nella regione.
“Se ci fosse una classifica, come per i politici moderni, Maria Teresa sarebbe al primo posto”, secondo Ernst Woller, presidente della Commissione Cultura del Comune di Vienna e membro del Parlamento provinciale della capitale austriaca. Eppure la sovrana fu al tempo stesso “una donna ambigua”, a giudizio di Woller, o comunque “con luci e ombre”, come ha osservato Serracchiani. Certo “fu una grande riformista”- così il console generale d’Austria a Milano Wolfgang Spandinger -, attiva in un contesto plurilingue e di moneta unica antesignano dell’Unione europea. Quest’eredità, oltre che nell’Ue, perdura oggi da un lato nelle Euroregioni, tra cui il Gect Euregio che raccoglie
Friuli Venezia Giulia, Veneto e Carinzia – lo ha rammentato Spandinger -, e, d’altro lato, “la stessa fondazione
dell’Iniziativa Centro Europa è stata ispirata dal tesoro dell’esperienza degli Imperi Centrali”, come ha ammesso il
segretario generale dell’Ince Giovanni Caracciolo di Vietri.

Alcuni grandi meriti della sovrana sono stati ricostruiti dal presidente di Assicurazioni Generali Gabriele Galateri di Genola. Dopo che era stato varato il porto franco, Maria Teresa fondò la prima borsa mercantile, avviò l’infrastrutturazione dello scalo, pose le condizioni per la triplicazione della popolazione e del
traffico di navi, emanò leggi che favorirono la nascita delle grandi compagnie assicurative in un panorama di settore fino ad allora fragile e attirò imprenditori con la libertà di culto.

La sovrana istitui “l’istruzione obbligatoria per maschi e femmine fino a dodici anni – ha ricordsato Serracchiani – decise la costruzione di un ospedale più grande di quello che serviva, perché già immaginava che la città sarebbe cresciuta, e altre scelte fondamentali, dai vaccini obbligatori allo sviluppo del porto franco di Trieste,
per il quale non si limitò a costruire fisicamente il contenitore porto ma pensò anche alla necessità di formare le persone che fossero poi capaci di governarlo istituendo una scuola nautica” Combattè – lo ha ricordato Woller – per l’equiparazione tra uomo e donna, forte – come ha evidenziato l’assessore comunale di Trieste alla Cultura Giorgio Rossi – di “una consapevolezza del ruolo maturata a già 23 anni e di una visione globale ordinata e avveniristica”, cui va ricondotta “l’intuizione della scolarizzazione obbligatoria”.

La portualità deve molto alla sovrana. Oggi, secondo Erik Fabijancic, presidente del Consiglio della Regione
Litoraneo-Montana di Fiume, “in una fase segnata dalla crisi dell’identità europea, resta il sogno di una collaborazione tra i porti del Nord Adriatico”. Anche se “i tempi della realizzazione
delle infrastrutture non sono i tempi del traffico”, secondo il segretario generale dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico orientale Mario Sommariva, ugualmente le grandi traiettorie di sviluppo come la via della Seta indicano che “serve la collaborazione tra i porti in una nuova dimensione per costruire dal sud adriatico una via di penetrazione” ai mercati. La nuova centralità di Trieste e del Friuli Venezia Giulia – tutti d’accordo su questo i relatori – si deve anche alla lungimiranza di Maria Teresa, centralità comprovata nell’immediato futuro da un appuntamento su cui ha posto l’accento Caracciolo di Vietri: Trieste ospiterà – prima città non capitale – il prossimo vertice sui Balcani in programma il 12 luglio.

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