11/12/2017

ern lun IMG_9007Luciano Lunazzi, artista poliedrico sessantacinquenne, con i tratti somatici tipici di quei carnici di montagna, accentuati dalla lunga barba grigia, che senza troppi complimenti regalano almeno vent’anni di più. Una vita che lo avrebbe accomunato con tantissimi altri, friulani e non solo, che negli anni ’70 hanno scoperto la libertà regalata dalle rivoluzioni altrui: gli americani protestavano per la guerra in Vietnam e noi gli andavamo dietro con gli stessi abbigliamenti multicolori, i capelli lunghi e l’affrontare la vita con leggerezza.
Aveva sedici anni nel 1968 e quindi visse gli anni ’70 con le zampe d’elefante, da capellone, ribelle nei confronti di tutto e tutti. Emigrato in Svizzera con la famiglia d’origine, impara l’arte del pasticcere, che applicherà ben poco, intenzionato a girare il mondo e conoscere realtà diverse, vivendole in prima persona. All’epoca mettevamo in discussione tutto ciò che ci raccontavano. Nessuno credeva più alle menzogne istituzionali.
Una borsa piena d’incoscienza e, come tantissimi altri suoi coetanei, partì in direzione oriente. India, Afghanistan, Pakistan, poi indietro in Grecia, Turchia e Iran, Olanda, Katmandu, Germania, Spagna, Messico, California e chissà quali altre tappe nel cammino della sua vita. Ogni tanto si fermava a lavorare in pasticceria a Buia (UD) o in Svizzera dai suoi, per ripartire con quattro soldi in tasca o poco più. La vera Beat Generation era come una malattia, una frenesia, un fastidio insopportabile che si acuiva restando fermi, vedendo sempre le stesse cose.
I ricordi e le vicissitudini vissute in tutto il mondo, spingono Luciano Lunazzi a rappresentare le sue visioni congelandole con dipinti. Dipingeva su qualsiasi cosa e la sua arte era apprezzata da alcuni estimatori al punto di consentirgli di sopravvivere. Pochi lo conoscevano come artista, era considerato un pittore solo da una ristretta cerchia di amici e cultori della pittura, ma nessuno poteva dimenticarlo dopo averlo conosciuto di persona.ern lunazzi quadri (1)
Poi ci fu un video realizzato da Andrea Scalone nel 2010 dal titolo ”L’uomo di Cartone“ riferendosi al materiale usato principalmente per dipingere, che già dal 2012 è disponibile integralmente su YouTube. Un cortometraggio sulla vita dello stesso Lunazzi, che probabilmente avrà più successo adesso che Luciano non c’è più.
Quel video probabilmente è stato la scintilla che fatto esplodere il vero successo: Felici ma Furlans. Per la prima volta una serie simpatica proposta sia sul web, sia in Tv, con improbabili lezioni di friulano. Grazie alla simpatia di Lunazzi e la comicità irriverente e realistica delle puntate, i friulani hanno prima riso di se stessi e poi hanno avuto l’opportunità di proporre le simpatiche scenette a tutto il mondo, soprattutto tramite i Fogolar Furlan.
Per Luciano Lunazzi è stato un successo clamoroso e le opportunità offerte dal web si traducono in fruizione disponibile per tutti, ovunque e per sempre.

ern lunazzi quadri (5)Giovedì prossimo, il 12 ottobre 2017 si sarebbe dovuto tenere lo spettacolo Tacons – Live, in cui sul palco con Luciano Lunazzi ci sarebbe stata anche Caterina Tomasulo in Piazza della Chiesa a Villaorba di Basiliano (UD) per la sagra delle masanete (granchi femmina). Catine, l’altra bomba friulana dal successo esplosivo su internet e dal vivo.
Con Luciano ci siamo conosciuti tantissimi anni fa, poi persi di vista e ritrovati in occasione delle sue esibizioni dal vivo, l’ultima delle quali, meno di due settimane fa, a Pantianicco di Mereto di Tomba (UD) dove espose alcune sue opere pittoriche, probabilmente la sua ultima apparizione pubblica in occasione della Festa delle Mele e del 3° Royal Gala Music Festival. Rimpiangerò per sempre l’aver accettato d’incontrarlo tra qualche giorno per un servizio, giacché non si sentiva molto in forma quella sera.
Luciano Lunazzi rimarrà per sempre tra noi grazie a tutto ciò che ha lasciato, consentendoci di sorridere, anche se ci mancherà.

Marco Mascioli

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