17/11/2018

A seguito del referendum consultivo tenuto in Lombardia il 22 ottobre dell’anno scorso, è stato siglato con lo Stato un accordo preliminare che sarà la base di partenza per la realizzazione del processo di autonomia che vedrà come attore principale la Commissione speciale Autonomia e riordino delle autonomie locali istituita appositamente in seno al Consiglio regionale lombardo.

Mauro Piazza, commissario speciale autonomia e riordino delle autonomie locali in Lombardia, ha partecipato all’incontro voluto a Udine dal presidente consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Piero Mauro Zanin e dalla vicepresidente dell’Assemblea lombarda, Francesca Brianza.

Piazza ritiene che l’autonomia e il riordino degli enti locali vadano di pari passo. Dentro la Commissione è nata l’idea di un confronto con le realtà già autonome. Il Consiglio regionale lombardo ha approvato un ordine del giorno con cui ha voluto ribadire il percorso intrapreso verso l’autonomia, ma ampliando il numero delle materie e delle funzioni da rivendicare al Governo.

Utile il confronto anche per il Friuli Venezia Giulia, giacché negli ultimi anni, in Italia, sembrava la tendenza fosse improntata a un ritorno al centralismo, tutto doveva essere gestito dal Governo centrale.

Il referendum in Lombardia, quello in Veneto ed Emilia Romagna, così come le elezioni nazionali, hanno dato un importante rovesciamento di pensiero da parte della politica nazionale, per assecondare i desideri dei cittadini.

Il regionalismo differenziato in passato non ha funzionato, ora invece si vuole dare fondamento alla riforma del titolo V della Costituzione. Tutti i tentativi di diversi Governi regionali e, va detto, di diversi schieramenti politici sono naufragati nel nulla, oggi ci sono le premesse per arrivare a una conclusione.

Mentre il Veneto ha deciso di intraprendere la via della legge delega per l’autonomia differenziata, Lombardia e Friuli Venezia Giulia hanno in mente il dettato costituzionale.

Dopo l’incontro organizzato a Milano un mese fa, ora il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha ospitato a Udine i colleghi della Lombardia per continuare quel percorso di confronto iniziato a ottobre e che entrambe le Regioni sperano sia foriero di maggiore autonomia statutaria.

Inizia un iter che non si esaurirà presto e vedrà coinvolte anche le Regioni Veneto e Trentino Alto Adige. Anche il presidente del FVG, Massimiliano Fedriga, ha dato la propria disponibilità a continuare questa collaborazione nel momento in cui si passerà alla fase amministrativa ed esecutiva.

Zanin si è quindi detto convinto che il raggiungere uno stato di autonomia da parte di Regioni come la Lombardia, piuttosto che il Veneto, creerà una sorta di ascensore che solleverà anche le altre Regioni.

Creare una alleanza per portare tutti a essere più autonomi, secondo i principi di efficacia, efficienza ed  economicità. Noi oggi aiutiamo la Lombardia con l’intento che poi aiuteranno noi a essere più autonomi; iniziamo un processo dinamico, che proseguirà anche attraverso contatti flessibili tra le nostre strutture amministrative; il percorso sarà lungo, ma i tempi sono dettati esclusivamente dal Parlamento.

Un dubbio rimane in relazione a quelle regioni che finora non hanno saputo propriamente dimostrare un buona gestione delle risorse, ma giustamente ognuno pensa al proprio orticello. La questione però genera il dubbio sulla fattibilità di maggiore attribuzioni e libertà gestionali a determinate Regioni: si potrà fare lasciando fuori quelle meno diligenti?

Marco Mascioli

 

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