14/12/2018

Nonostante gli inviti rivolti da moltissimi sindaci ad ascoltare le esigenze di chi conosce il territorio nello specifico, rispettandone le peculiarità, la regione Friuli Venezia Giulia ha emanato in assoluta autonomia la normativa che sancisce la nascita delle Unioni Territoriali Intercomunali a decorrere dal primo gennaio 2016.

Dopo le rassicurazioni pervenute da buona parte del consiglio regionale, sembra si voglia stravolgere l’assetto politico della regione, esautorando i comuni a favore di queste istituzioni che si dovranno interfacciare con le province(che in Regione vengono considerate in disarmo).

Inevitabile lo sconcerto di chi, come il sindaco di Codroipo Fabio Marchetti, capofila del Medio Friuli che da tutti è considerato l’esempio precursore della nuova istituzione, essendo rimaste inascoltate tutte le proposte fatte finora.

Sicuramente è presto per giudicare l’utilità di un’istituzione che partirà il prossimo anno, desta comunque scalpore la reazione di buona parte dei sindaci della regione che parlano di ricorsi al T.A.R. avverso le decisioni della giunta regionale, fatta forse comprensibilmente eccezione per Trieste che presenta poche differenze tra città e provincia.

La presidente della Regione Serracchiani si dice assolutamente tranquilla, dato che il Friuli Venezia Giulia, in quanto regione a statuto speciale, ha legiferato autonomamente. Riferendosi all’imminente chiusura delle province, l’assessore regionale alle autonomie locali Paolo Panontin, ha rassicurato: “in Friuli Venezia Giulia non si pone un problema di eventuali esuberi, i circa 1.200 dipendenti delle quattro Amministrazioni provinciali possono stare assolutamente tranquilli: è previsto un loro riassorbimento, prevalentemente in ambito regionale o comunale attraverso le Unioni Territoriali Intercomunali (UTI)”.

Non facilmente comprensibile quindi in che modo si vorranno conseguire risparmi e benefici con l’istituzione di queste U.T.I. se si tratterà di spostare personale e competenze dalle province e dai comuni.

Marco Mascioli

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