22/10/2018

Nel mese di gennaio 2017 le nuove assunzioni a tempo indeterminato in Friuli Venezia Giulia calano del 19,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, passando da quasi 2.000 a poco più di 1.600 unità. Si tratta di un valore più basso non solo di quelli registrati nello stesso mese dei due anni precedenti, ma anche rispetto a gennaio 2014, prima cioè che entrassero in vigore il Jobs Act e soprattutto gli sgravi contributivi. Lo rileva un’indagine Ires Fvg del ricercatore Alessandro Russo su dati Inps.

Con lo scorso mese di gennaio, ricorda Russo, si è chiuso un biennio caratterizzato da una generosa decontribuzione introdotta nel 2015 a fronte delle assunzioni a tempo indeterminato e alle stabilizzazioni di rapporti a termine. Nel 2016 tale intervento è stato ridotto nell’entità e nella durata, tanto che il numero di assunzioni a tempo indeterminato si era già assestato su valori decisamente meno elevati rispetto al 2015. Si ricorda che i dati in esame riguardano il settore privato, esclusa l’agricoltura e il lavoro domestico.

Sempre nel confronto gennaio 2016-gennaio 2017 si rileva un aumento del 21,2% del numero di assunzioni a tempo determinato (+13,5% a livello nazionale), passate da circa 7.200 a oltre 8.700. Anche le assunzioni in apprendistato hanno segnato una forte ripresa per il secondo anno consecutivo (oltre 100 unità in più, pari a +37,7%, ben oltre il +20,2% registrato a livello nazionale) dopo il calo del 2015; venuti meno gli sgravi contributivi questa tipologia contrattuale è decisamente più conveniente per le imprese che intendono assumere dei giovani lavoratori.

Le trasformazioni a tempo indeterminato dei rapporti di apprendistato sono in diminuzione a gennaio (-24,9%, sostanzialmente in linea con il dato nazionale pari a -20,1%) mentre aumentano le stabilizzazioni dei tempi determinati (+12,3%, a livello nazionale +4,6%). Il numero delle cessazioni ha registrato una netta crescita (+21,7%), concentrata essenzialmente nell’ambito dei rapporti a termine (+29,3%).

La variazione netta dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato (assunzioni più trasformazioni meno cessazioni) risulta comunque ancora positiva a gennaio e pari a +557 unità in regione, anche se nello stesso mese dei due anni precedenti i saldi furono in entrambi i casi molto superiori (rispettivamente +1.300 e quasi +1.100 unità).

In base ai disponibili, dunque, nel primo mese di quest’anno la forma di occupazione più stabile risulta in ulteriore espansione nella nostra regione, dopo la notevole crescita acquisita nel biennio precedente. Anche a livello nazionale tale saldo risulta positivo (+31.768 unità rispetto alle + 30.769 del 2015).

Per la prima volta diminuisce il numero di voucher venduti

Nei primi mesi del 2017 in Fvg sono stati venduti 830.000 buoni lavoro dal valore nominale di 10 euro, il 2,1% in meno rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. A livello nazionale si registra una flessione più contenuta (-0,7%). Dopo il rallentamento del ricorso al lavoro accessorio da parte delle imprese, già evidenziato nell’ultimo trimestre del 2016, per la prima volta si osserva una diminuzione del numero di voucher venduti. Dal 2009 al 2015, infatti, si sono registrati tassi di crescita annuali sempre molto elevati. L’andamento degli ultimi mesi riflette probabilmente gli effetti del dispositivo dell’art. 49, comma 3, del decreto legislativo 81/2015, con cui sono stati introdotti obblighi di comunicazione preventiva in merito all’orario, al luogo di svolgimento della prestazione lavorativa e ai dati anagrafici del lavoratore, divenuti operativi a partire dalla seconda metà di ottobre 2016. Infine si può ricordare che dopo la recente abolizione i voucher non possono più essere acquistati e devono essere utilizzati entro la fine dell’anno.

Negli ultimi tre mesi la cassa integrazione è ai minimi dal 2009

A febbraio 2017 il numero di ore di cassa integrazione guadagni autorizzate in Fvg è stato pari a 529.000, un ammontare sostanzialmente analogo a quello dei due mesi precedenti (poco più di mezzo milione sia a gennaio che a dicembre 2016). Si tratta dei valori più bassi registrati da gennaio 2009, quando le ore autorizzate furono meno di 400.000; poi iniziò un lungo periodo di crescita che portò ai livelli record del 2014 (complessivamente oltre 29 milioni di ore). Si può inoltre osservare che da febbraio 2009 a novembre 2016 in regione il ricorso alla cassa integrazione si è mantenuto pari in media a 2 milioni di ore mensili e non è mai sceso sotto le 700.000 unità.

Il totale di ore autorizzate nel primo bimestre del 2017 è stato dunque pari a circa 1 milione, praticamente la metà rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-51,3%). Il calo osservato dipende essenzialmente dalla dinamica degli interventi straordinari (-74,3%), mentre la cassa integrazione ordinaria registra una flessione più contenuta (-16%) e quella in deroga risulta in aumento (+17,8%).

A livello territoriale si rileva un incremento solo nell’isontino (+31,3% rispetto a gennaio 2016); in provincia di Udine si riscontra la flessione più marcata (-60,5%). Anche a livello nazionale nel primo bimestre del 2017 il numero di ore di cassa integrazione risulta in diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2016 (-43,6%).

Si ricorda che i dati relativi alla fruizione delle integrazioni salariali degli ultimi anni non sono facilmente confrontabili, in quanto sono influenzati delle modifiche apportate alla fine del 2015. In particolare il d.lgs. 148/2015 (del 14 settembre 2015) ha introdotto importanti novità in materia di integrazioni salariali, in relazione alla durata dei trattamenti, all’ambito di applicazione e ai costi per le aziende.

Nuove aperture di partite Iva in aumento

A gennaio 2017 in Fvg sono state aperte 1.250 nuove partite Iva, facendo registrare un netto incremento rispetto allo stesso mese del 2016 (+9%, leggermente superiore alla media nazionale +8%), a livello territoriale spiccano i risultati di Pordenone (+19%) e Trieste (+14%), mentre nelle province di Udine e Gorizia gli incrementi sono più contenuti (in entrambi i casi si tratta di poche unità in più).

I dati statistici relativi all’apertura delle nuove partite Iva di imprese e professionisti sono quelli comunicati all’Amministrazione Finanziaria e memorizzati nelle banche dati dell’Anagrafe Tributaria.

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