22/07/2018

Un convegno promosso dall’Assessorato al Lavoro della Regione del Veneto si è svolto all’Università Iuav di Venezia per stimolare il dibattito sulla nuova legge regionale per l’occupazione e sugli strumenti per il rilancio dell’economia e del mercato del lavoro veneto. La nuova legge, resasi necessaria in virtù del mutato contesto normativo delineato dalla Riforma Delrio e dal Jobs Act, seguirà un percorso altamente partecipato e si propone di disciplinare il trasferimento dalle Province alla Regione delle funzioni in materia di mercato del lavoro e di ridefinire l’assetto della rete dei servizi per il lavoro pubblici e privati.
Durante l’incontro, intitolato “Oltre la crisi. Nuovi strumenti per il rilancio del lavoro e dell’economia regionale”, il direttore dell’Area Capitale Umano e Cultura, Santo Romano, e il responsabile della direzione Lavoro, Pierangelo Turri, hanno illustrato il Piano regionale del lavoro 2017-2018, contenente una serie di azioni di sistema e misure a favore di imprese, lavoratori, giovani e soggetti più deboli, che avranno l’obiettivo di rafforzare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, sostenere l’imprenditorialità e accompagnare la ripresa economica e occupazionale in atto.
Un piano che prevede lo stanziamento di 250 milioni di euro e il coinvolgimento di circa 45 mila soggetti, tra lavoratori, disoccupati e imprese.

Per i lavoratori sono già state messe in campo e saranno confermate diverse iniziative, tra cui le Work Experience per over 30, azioni di valorizzazione degli antichi mestieri, percorsi di riqualificazione e outplacement e l’assegno per il lavoro spendibile per usufruire di interventi personalizzati di ricerca intensiva di lavoro e di attività di riqualificazione. Per i soggetti più deboli ci sono invece lavori di pubblica utilità, politiche attive personalizzate, Sostegno all’inclusione attiva (SIA) e Garanzia Adulti, percorsi di orientamento, accompagnamento al lavoro e autoimprenditorialità per over 50 che a seguito della sperimentazione già avviata potrebbero essere riproposti tra fine la fine 2017 e l’inizio del prossimo anno.

Un’attenzione particolare è rivolta ai giovani, una delle fasce della popolazione che maggiormente ha subito gli effetti della crisi occupazionale degli ultimi anni. A loro si rivolgono il Programma Garanzia Giovani Veneto, destinato ai giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano, la sperimentazione di un sistema duale dell’apprendistato che integra istruzione, formazione e lavoro, gli investimenti nell’Istruzione Tecnica Superiore (ITS) che si è dimostrata in questi anni in grado di garantire alti livelli di occupabilità per gli studenti e assegni di ricerca per far entrare in azienda giovani innovatori.

Per le imprese l’obiettivo è quello di costruire nuova imprenditorialità mantenendo professionalità e know-how e di valorizzare il patrimonio aziendale e l’innovazione d’impresa. Il Piano prevede, in particolare, nuove forme di governance con il rafforzamento delle sinergie tra le parti sociali, servizi e strumenti per il sostegno all’internazionalizzazione e l’aggiornamento delle competenze dei lavoratori nell’ambito di nuovi modelli produttivi e organizzativi 4.0. Grazie ai programmi di riqualificazione produttiva e ambientale di cui beneficeranno i territori riconosciuti dalla Regione e dal Ministero dello Sviluppo Economico quali Aree di crisi industriale complessa, un’attenzione particolare sarà riservata al territorio comunale di Venezia attraverso la definizione di un Progetto di riconversione e riqualificazione industriale.

Proprio in tema di crisi aziendali, la Regione del Veneto è assurta a modello nazionale nella gestione delle vertenze grazie al servizio dell’Unità di crisi, illustrato dal Direttore di Veneto Lavoro, Tiziano Barone. Si tratta di un progetto che attraverso un modello articolato in diverse fasi di monitoraggio, prevenzione, attivazione e gestione, si propone di accompagnare le aziende in crisi, favorendo processi di innovazione, riorganizzazione e riqualificazione delle competenze aziendali, e di diminuire il numero dei lavoratori espulsi dal mercato del lavoro. Tra il 2012 e il 2016 l’Unità di crisi ha seguito 156 casi di crisi aziendali complesse, principalmente dei settori metalmeccanico e tessile, con più di 10 mila lavoratori direttamente coinvolti.

Il convegno ha rappresentato inoltre l’occasione per discutere delle linee evolutive del sistema regionale di relazioni industriali, della rinascita di politiche di concertazione, dei driver del rilancio dell’industria manifatturiera e della nuova direttiva comunitaria sulle insolvenze delle imprese.

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