17/07/2019

Un appello a non toccare i piccoli di lepre, cervo e capriolo arriva dal coordinatore provinciale delle guardie venatorie ambientali zoofile di Federcaccia Udine Salvatore Salerno, che non nasconde anche un’altra preoccupazione: «Gli sfalci di erba di grandi aziende zootecniche della pianura friulana stanno creando gravi danni all’ecosistema in un periodo di cove di fagiani, quaglie, pernici e lepri». Se poi capita di incrociare piccoli che sembrano abbandonati, l’invito è a evitare il contatto. «Si tratta di animali lasciati soli dalle madri che si spostano a poca distanza per nutrirsi – spiega Salerno –. immagine00072
La conformazione, il colore del mantello e l’assenza di odore sono soluzioni difensive naturali che li rendono meno individuabili dai predatori. La popolazione va anche informata del fatto che durante i primi giorni di vita i piccoli non sviluppano l’istinto di fuga e che, in caso di disturbo, rimangono immobili accovacciati nell’erba alta». Le nostre guardie – aggiunge il presidente di Federcaccia Udine Adriano Piccoli – sono impegnate nell’informare i cittadini sul comportamento di animali che non devono essere prelevati dal loro habitat». La vigilanza ricorda infine che «la legge vieta la raccolta e il trasporto della fauna selvatica senza l’autorizzazione delle autorità competenti, che possono intervenire per il recupero o dare disposizione in merito al trasporto ai centri di recupero autorizzati».
Per informazioni 331.3504109, vigilanza.ud@fidc.fvg.it.

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