19/04/2021

Due archetti del suo violino, testimonianza tangibile dell’attenzione di Giuseppe Tartini alla tenuta del suono: un’innovazione progettata con lungimiranza, che aprirà la strada alle sonorità preromantiche. E ancora: manoscritti che testimoniano le rilevanti ricerche teoriche in ambito acustico, spartiti tramandati in edizioni a stampa settecentesche, lettere, cimeli, oggetti personali come la parrucca e persino la maschera mortuaria che ci riporta ai suoi ultimi istanti di vita terrena. Giuseppe Tartini, poliedrico genio dell’età dei Lumi, insigne violinista e compositore ma anche appassionato didatta, scienziato e sperimentatore di innovazioni tecnologiche sul violino e l’archetto, nei 250 anni + 1 dalla scomparsa (26 febbraio 1770) rivive attraverso il percorso espositivo allestito nel Conservatorio di Trieste che proprio a lui è intitolato. Apre infatti domani, 8 aprile 2021, La stanza di Tartini: sarà un affettuoso omaggio al genetliaco del grande violinista istriano, che nasceva a Pirano proprio l’8 aprile 1692. 

Concepita come uno spazio “fisico” e tangibile, una sede museale permanente e interattiva, La stanza di Tartini,   in attesa di aprire alle visite in presenza, si propone al pubblico   attraverso un percorso digitale accessibile a tutti, una vera e propria visita guidata, disponibile in un clic sul sito discovertartini.it.

 L’itinerario virtuale de “La stanza di Tartini è stato illustrato  alla stampa e agli operatori dai promotori e curatori.  Il Museo di Trieste è  collegato in chiave di itinerario tartiniano transfrontaliero al polo di Pirano, con la casa natale del violinista, così come ai progetti tartiniani di Padova. Concepita nell’ambito del progetto tARTini cofinanziato dal Programma INTERREG V-A Italia-Slovenia 2014-2020, La stanza di Tartini è parte del Museo Diffuso Transfrontaliero e consente dunque l’accesso virtuale all’intero percorso ideato per valorizzare l’eredità tartiniana nelle città chiave della vita e dell’opera del geniale artista.  

Per accedere a La stanza di Tartini e proiettarsi nel microcosmo del grande violinista, alla (ri)scoperta delle sue musiche e degli oggetti che lo hanno accompagnato nel corso della vita, basterà cliccare dall’8 aprile sul link https://www.discovertartini.eu/lastanzaditartini/

I visitatori, attraverso immagini e panoramiche a 360 gradi, potranno individuare gli elementi interattivi della mostra che, di volta in volta cliccati, schiuderanno interventi video, letture, esecuzioni musicali.

Parte significativa sarà giocata dall’Epistolario di Giuseppe Tartini, “Lettere e documenti” (EUT 2020), che per la prima volta raccoglie oltre 200 lettere, per la maggior parte inedite, a cura del Conservatorio di Trieste. Affidate alla voce dell’attore triestino Adriano Giraldi, le letture di alcune lettere getteranno un fascio di luce sulla personalità artistica di Giuseppe Tartini e sulla sua dimensione umana e quotidiana. Ne tour virtuale  si approfondiscono i due manoscritti autografi di opere teoriche di Tartini su questioni fisico acustiche. nache   Il Traité des Agreements rientra nella visita virtuale grazie all’acquisto “scoop” del Conservatorio sul mercato antiquario. Si parlerà, ancora, del “terzo suono” che Tartini pone a fondamento delle leggi dell’armonia musicale ed altri significsativi documenti. 

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