20/06/2018

ern IMG_8675Nel medioevo l’istruzione per scolarizzazione in Italia, era interamente fornita dalla Chiesa tramite scuole parrocchiali, che fornivano un’alfabetizzazione di base, tramite scuole vescovili e cenobiali (nei monasteri) dell’ordine benedettino. Solo nel corso del XIII secolo si svilupparono anche scuole laiche, ma rivolte ad alunni già alfabetizzati. Nel rinascimento si stima che solo un terzo degli italiani sapesse leggere e scrivere, con grandi differenze tra le grandi città (quasi il 90%) e i piccoli paesi, dove le scuole erano praticamente inesistenti. Iniziato l’allontanamento dalle scuole cattoliche a favore di quelle laiche, alla fine del XV secolo, la Chiesa istituì le scuole di dottrina. Funzionavano solo la domenica e i giorni festivi, con lo scopo principale d’insegnamento del catechismo ai ragazzi; poiché insieme al catechismo insegnavano anche a leggere e scrivere, dettero un contributo importante all’innalzamento dell’alfabetismo. Del resto non c’erano le scuole nelle piccole località di campagna, mentre le chiese erano ovunque.

La prima vera rivoluzione del sistema scolastico in Italia avvenne nel 1859, quando la Regia Legge Casati riformò tutti i rami e tutti i livelli dell’istruzione, imponendo la scuola elementare in forma gratuita, articolata in due bienni, di cui solo il primo obbligatorio (dai 6 agli 8 anni) e senza differenza tra maschi e femmine. La gestione e la creazione dell’istruzione di base fu affidata ai Comuni, mentre lo Stato si fece carico delle scuole superiori. L’amministrazione locale doveva trovare le risorse per creare una scuola elementare femminile e una elementare maschile. I maestri dovevano essere muniti di una “patente di idoneità” ottenuta per esame e di un attestato di moralità rilasciato dal Sindaco. Ora come allora il problema era: chi giudica i giudici? Quale grado d’istruzione avevano conseguito coloro che dovevano insegnare agli insegnanti? Qual era la rettitudine dei Sindaciern IMG_9073 che attestavano la moralità altrui?

Dal secolo scorso ci furono una caterva di nuove leggi di riforma del sistema scolastico, più d’una per decennio. Allungarono il periodo dell’obbligo, aumentarono stipendi e pensioni agli insegnanti, introdussero le scuole serali e festive. Tra le riforme che hanno apportato maggiori trasformazioni, ricordo il periodo del “boom economico” nel secondo dopoguerra. I genitori guadagnavano bene e i figli potevano andare a scuola ben oltre il periodo obbligatorio. Anche i più “testoni” dovevano essere promossi, così semplificarono gli esami dove si presentavano solo due materie, tralasciando tutte le altre. Durante il ’68 gli esami universitari furono l’esito di ricatti e rivolte, mentre gli istituti divennero obbligatoriamente omogeni: anche i maschi potevano iscriversi agli istituti femminili e viceversa. Hanno tolto i voti a favore dei giudizi per poi adottare un sistema misto oppure l’alfabeto al posto dei numeri.

Alla luce delle ultime riforme scolastiche tanto discusse in negativo e alle poche modifiche concrete apportate, al di là dei nomi all’ingresso tra primarie, secondarie, di primo grado o di secondo, l’obbligo di frequenza è salito a sedici anni, ma i problemi sono rimasti invariati.  I docenti si lamentano, gli studenti deplorano e i genitori non sono contenti. Gli insegnanti, in Italia, hanno un’età media di cinquantasei anni, e dato che qualche giovanissima c’è, significa che grazie all’aumento dell’età pensionabile, ern scuola IMG_8759buona parte di chi deve insegnare con tablet e PC è vicina ai sessanta. In alcuni casi odia gli smartphone, primo perché ha difficoltà nel vedere il display, secondo perché per telefonare andava bene anche il Bigrigio (telefono a disco in bachelite di due tonalità di grigio, dotazione della SIP per tanti anni). I giovani si sono sempre lamentati della scuola per cui non è cambiato nulla. I genitori si lamentano per le vacanze troppo lunghe, troppe festività, troppi impegni, costi troppo elevati e voti troppo bassi.

In verità il sistema scolastico italiano è tra i migliori del mondo. Non esiste un altro Paese che sforni geni, inventori, autori, scienziati e talenti come l’Italia. Quindi possiamo sempre migliorare, ma non per questo gli altri sanno fare meglio.

Negli ultimi anni si è sentita sempre più la carenza di preparazione nelle prime fasi dell’apprendimento: adesso a 10 anni, hanno una preparazione meno approfondita. Forse tanti insegnanti non condividono il loro operato con gli altri colleghi, oppure la situazione nelle famiglie italiane è cambiata al punto che genitori e nonni non ci sono o non hanno tempo o la capacità di trasmettere conoscenza alle nuove generazioni. Magari ritengono che avendo allungato il periodo obbligatorio di frequenza, ciò che non studiano a otto anni, lo potranno studiare a quattrodici. L’utilizzo di apparati tecnologici con agevolazioni nella scrittura, abbreviazioni e inglesismi, genera carenze basilari nell’uso della lingua italiana, che si protrarranno per tutta la vita. Noncuranti di tali lacune, potranno procedere speditamente nel conseguimento di lauree specialistiche, ma non sapranno mai esprimersi compitamente e agevolmente in italiano.

Una delle località che a mio avviso offre le migliori opportunità di studio sin dai primi passi, fino alle superiori (o forse dovrei direERN SCUOLE SATELLITE secondarie di secondo grado), con attrezzature di prim’ordine, strutture in costante aggiornamento, completezza dell’offerta extra scolastica musicale e sportiva, in un contesto urbano dominato da un parco che funge da polmone verde è anche il più grande Istituto Comprensivo d’Italia per numero d’iscritti: Codroipo. Sono quasi duemila i frequentatori delle diverse scuole del capoluogo del Medio Friuli compresi i ragazzi di Camino al Tagliamento, Bertiolo e Varmo che sono inclusi nello stesso Istituto Comprensivo.

Ho chiesto alla direttrice Giovanna Crimaldi (che trovare libera in ufficio non è cosa semplice dato il suo opportuno peregrinane tra le aule di tutti gli istituti cui fa capo, essendo gli studenti di pari importanza, che siano a Varmo o a Codroipo in centro) cosa sta facendo la scuola del codroipese per tenersi al passo coi tempi, migliorando sempre? Lei mi ha raccontato delle strutture appena inaugurate, con aule innovative, banchi trapezoidali multiuso, dotate di PC e LIM (Lavagna Interattiva Multimediale, è una lavagna elettronica su cui vengono proiettati contenuti digitali e si può interagire con le proiezioni toccando la superficie della lavagna con le mani o penne speciali, altro che gessetti colorati).

Mi ha raccontato dei PON – FERS e FSE (Programmi Operativi Nazionali finanziati dalla commissione europea con il Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale e il Fondo Sociale Europeo) in pratica sono stati approvati e finanziati alcuni progetti di Codroipo dall’Europa per migliorare lo studio.

Marco Mascioli

 

 

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