25/11/2017

A cento anni dal suo affondamento riemergono dal mare di Trieste alcuni frammenti erratici della corazzata della Marina austroungarica Wien, silurata dal Mas di Luigi Rizzo la notte del 10 dicembre 1917.

3-1E’ il primo evento collegato alla grande mostra “Nel mare dell’intimità. L’archeologia subacquea racconta l’Adriatico” organizzata dall’ERPAC – Servizio di catalogazione, formazione e ricerca e dal Comune di Trieste, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, il Polo Museale del Friuli Venezia Giulia e altri partner italiani e stranieri, con il patrocinio del Mibact, dei Ministeri della Cultura e del Turismo croati e del Ministero della Cultura Sloveno e il contributo della Fondazione CRTrieste.

L’esposizione aprirà al pubblico il 17 dicembre 2017 e sarà allestita al Salone degli Incanti. I frammenti erratici recuperati saranno consolidati e restaurati a cura dell’ERPAC prima di essere esposti nella sezione “La guerra sul mare”, che ospiterà un focus dedicato alle vicende della corazzata WIEN, nell’anno in cui ricorre il centenario dell’affondamento.

” La mostra non si limiterà a un’esposizione di reperti, ma   si propone come un vero e proprio laboratorio di ricerca archeologica e valorizzazione di un bene talvolta ignorato o dimenticato: il patrimonio sommerso”, ha sottolineato Rita Auriemma Direttore del Servizio catalogazione, formazione e ricerca dell’ERPAC e curatrice della mostra.

“L’intervento odierno fa seguito a una storia lunga un secolo, in cui si sono alternati periodi di oblio e una serie di spoliazioni del relitto;  lontano da ogni intento di spettacolarizzazione, si tratta infatti di riconoscere  la dignità di “bene culturale” a questa testimonianza materiale della nostra storia”, sottolinea Paola Ventura, Responsabile Area Patrimonio archeologico della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia.

” A un secolo dall’affondamento della nave si tratta di un atto simbolico per recuperare un capitolo di storia della Grande guerra alla memoria nazionale e di Trieste”,  ha dichiarato Pietro Spirito, scrittore e componente del comitato scientifico della mostra, che insieme a Stefano Caressa ha supportato il nucleo sommozzatori. È stato proprio Caressa, nel 2008, a ritrovare il relitto della Wien nella baia di Muggia, basandosi su una vecchia carta nautica ed effettuando un sopralluogo con il side scan sonar, apparecchio che permette di  fotografare  il fondo del mare con sorprendente precisione. Ciò che rimane del relitto dell’unità da guerra austroungarica appare come un grande scheletro, coperto da uno spesso strato di fango dal quale emergono pezzi contorti della fiancata, alcune ordinate concrezionate, parti di un ponte, frammenti di quella che fu un’unità da combattimento da 5600 tonnellate.

L’operazione, condotta dall’archeologa subacquea Rita Auriemma,  sotto la direzione scientifica della dott.ssa Paola Ventura,  si è svolta nella sua fase operativa grazie alla collaborazione della Capitaneria di Porto di Trieste e all’indispensabile intervento del nucleo Sommozzatori del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco di Trieste coordinati dal direttore regionale Ing. Loris Munaro. Per il recupero dei frammenti nela baia di Muggia,la squadra dei sommozzatori dei Vigili del Fuoco di Trieste, coordinata dal capo reparto Furio Scropetta ha  lavorato a venti metri di profondità in condizioni ambientali rese difficoltose dalla quasi totale assenza di visibilità dovuta alla natura fangosa del fondale in questo tratto di mare.

LA CORAZZATA S.M.S. WIEN

Nave da battaglia della classe Monarch della Marina militare dell’impero austro-ungarico, la corazzata Wien venne affondata dalla Mas di Luigi Rizzo la notte 10 dicembre 1917 mentre si trovava alla fonda nella baia di Muggia, a Trieste. Varata nel 1895 e classificata come unità da difesa costiera, nell’agosto del 1917 assieme alla gemella Budapest era stata assegnata a Trieste. Il 6 novembre aveva attaccato la batteria costiera italiana di Cortellazzo, alle foci del Piave, azione che convinse i comandi italiani a neutralizzare definitivamente sia il Wien che il Budapest. Il compito venne affidato all’allora sottotenente di vascello Luigi Rizzo che la sera del 10 dicembre partì al comando di due motoscafi Mas, il Mas 9 e il Mas 13, per attaccare le due navi austriache ancorate nel Vallone di Muggia. I Mas partirono da Venezia al traino di due torpediniere fino al centro del golfo di Trieste, poi in piena notte proseguirono con i motori elettrici raggiungendo la diga nord della baia. Il Mas 9 di Rizzo lanciò due siluri contro il Wien e altrettanto fece il Mas 13 contro il Budapest: il primo colpì il bersaglio ma il secondo lo mancò. La corazzata Wien affondò in soli cinque minuti portando con sé 33 uomini d’equipaggio,  Per l’azione Rizzo fu insignito della Medaglia d’Oro al Valor Militare. Molti fra i marinai imbarcati sul Wien erano triestini, allora sudditi dell’Impero austro-ungarico. Dopo la guerra, diventata Trieste italiana, nel 1925 furono recuperati dal relitto lo sperone di prua e il frammento della poppa con il nome della corazzata. Il primo venne regalato a D’Annunzio per il suo Vittoriale, mentre il frammento della poppa si trova oggi al Museo Storico navale di Venezia.

LA MOSTRA

Oltre 60 istituzioni culturali italiane e internazionali coinvolte, 50 studiosi, per un’esposizione di 2000 metri quadri che racconterà le straordinarie storie che emergono dal nostro mare Adriatico. Per la prima volta saranno offerti al pubblico in una visione d’insieme relitti, opere d’arte e oggetti della vita quotidiana, merci destinate alla vendita e attrezzature di bordo, circa un migliaio di reperti provenienti dai numerosi giacimenti sommersi e prestati per l’occasione da musei italiani, croati, sloveni e montenegrini.

L’ex Pescheria-Salone degli Incanti di Trieste si trasformerà in un paesaggio d’acqua, un fondale sommerso che permetterà di leggere in maniera più esaustiva l’intensità degli scambi culturali e dei traffici commerciali, la specificità della costruzione navale antica, la ricchezza delle infrastrutture e il dinamismo dei paesaggi costieri, le storie degli uomini che hanno attraversato questo mare intimo.

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