24/04/2018

Dal 7 al 9 settembre si terrà alla SISSA “Womath 2016 – Women and Research in Mathematics: the Contribution of SISSA”, un congresso organizzato con la collaborazione dell’Università di Udine, dell’Università di Torino, e dell’ERC advanced grant di Susanna Terracini, e con il patrocinio della Regione Autonoma, dalla Commissione Regionale pari opportunità e dell’Ordine dei giornalisti della Regione Friuli Venezia-Giulia.

All’evento saranno presenti professoresse, ricercatrici, studentesse ed ex studentesse della SISSA nell’area di matematica. Il congresso sarà l’occasione per fare una panoramica degli studi condotti da queste scienziate, ma anche per aprire una riflessione sul ruolo della donna nella ricerca in matematica. In occasione del congresso ci sarà anche una tavola rotonda pubblica (8 settembre alla 15.45, alla SISSA) sul fenomeno del glass ceiling, il “muro di vetro” che impedisce alle scienziate donne di avanzare nella carriera accademica.

Lo stereotipo che descrive le donne come poco adatte allo studio della matematica sta pian piano morendo. Le statistiche ci dicono che, in Italia per esempio, la percentuale di donne laureate in questa materia è circa il 61% del totale di laureati (dati MIUR 2013). Bene? Non proprio perché nello stesso anno il corpo docente era composto da donne solo per poco meno del 35% sul totale dei docenti (mentre sul totale dei professori ordinari solo il 16% era donna).

È un fenomeno che affligge tutta l’università, ma è certamente più marcato nei settori tecnico-scientifici. Per descriverlo si parla di effetto glass ceiling: un soffitto invisibile che preclude alle donne l’accesso ai più alti livelli della carriera. Molte sono tuttavia, anche a livello europeo (i dati italiani sono infatti in linea con la media EU), le iniziative pensate per promuovere la parità di genere nell’accademia, sia per quanto riguarda l’accesso delle ragazze ai corsi universitari tecnico-scientifici, sia per quel che riguarda l’avanzamento di carriera delle scienziate. Fra queste attività si inserisce Womath 2016 – Women and Research in Mathematics: the Contribution of SISSA.“Sentiamo assolutamente la necessità di capire i motivi per cui fenomeno stia perdurando, – afferma Roberta Musina, professoressa di Matematica dell’Università di Udine e fra le organizzatrici del congresso – visto che alcuni dati fanno pensare che la tendenza non sia verso un rafforzamento della presenza femminile nell’ambito della ricerca. In particolare si assiste a un lento calo della percentuale di donne fra gli studenti dottorati alla SISSA in Matematica. Proprio a questo tema dedicheremo uno dei momenti cruciali dell’intero congresso, una tavola rotonda aperta al pubblico, per avviare una riflessione e raccogliere proposte”.

Il convegno vuole mettere a confronto ricercatrici con la stessa formazione di base ma diverse esperienze professionali, favorendo nuove collaborazioni scientifiche fra le partecipanti.

Nel comitato organizzativo di Womath, oltre a Musina ci sono anche Barbara Fantechi (SISSA), , Rodica Toader (Università di Udine) e Susanna Terracini (Università di Torino) che fa parte della Standing Committee del Network European Women in Mathematics.

“Come sostiene anche la Commissione Europea, la partecipazione delle donne alla scienza e alla tecnologia può contribuire ad aumentare l’innovazione, la qualità e la competitività della ricerca scientifica e industriale – sottolinea Tamara Grava (SISSA) -e va dunque incoraggiata. Per farlo è importante sradicare certi stereotipi di genere ‘tradizionali’, secondo cui la matematica e le scienze in generale non sono cose da donna, incoraggiando le giovani donne a esplorare percorsi educativi non tradizionali. Noi qui alla SISSA lo facciamo con la nostra testimonianza personale”.

IMMAGINI Crediti: Bindaas Madhavi

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