20/04/2021

“La Forma dell’Infinito”  è il titolo dato alla grande mostra d’arte contemporanea di respiro internazionale con 70 opere di cui 10 mai viste in pubblico, che verrà ospitata a Udine, nelle sale di Casa Cavazzini, dal 16 ottobre al 27 marzo. Ad organizzarla il Comitato di S.Floriano con curatore don Alessio Geretti. A volerla, promuoverla e sostenerla, il Comune di Udine,  Regione Friuli Venezia Giulia,  la Promoturismo FVG,  la Fondazione Friuli e  altri soggetti istituzionali, ai quali si stanno affiancando partnership private. Maurizio Franz, assessore ai grandi eventi del comune di Udine…(ASCOLTA IL PODCAST AUDIO)

“La Forma dell’Infinito”  è il titolo dato alla grande mostra d’arte contemporanea di respiro internazionale che verrà ospitata a Udine, nelle sale di Casa Cavazzini, dal 16 ottobre al 27 marzo. Ad organizzarla il Comitato di S.Floriano con curatore don Alessio Geretti. A volerla, promuoverla e sostenerla, il Comune di Udine,  la Regione Friuli Venezia Giulia,  la Promoturismo FVG,  la Fondazione Friuli e   altri soggetti istituzionali, ai quali si stanno affiancando partnership private.  Contenuti ed obiettivi della mostra sono stati descritti in sala Ajace a Udine, dallo stesso don Geretti, dopo gli interventi di saluto del sindaco Pietro Fontanini,    dagli assessori Fabrizio Cigolot e Maurizio Franz, e dell’assessore regionale  Barbara Zilli, che ha portato i saluti del governatore Fedriga e dell’assessore Gibelli. 

“Un progetto nato oltre due anni fa -ha sottolineato l’assessore ai grandi eventi Franz –  che punta ad ben oltre 50 mila visitatori, dopo aver richiesto importanti lavori di adeguamento di Casa Cavazzini, per  oltre 1 milione e mezzo di euro, allo scopo di rendere gli ambienti sicuri e funzionali ad ospitare opere di estremo valore. Un’idea che si è voluto svilupasse il Comitato di San Floriano con la curatela di don Geretti, che ha già al suo attivo 30 grandi mostre ad Illegio, con 1200 opere portate in regione, di cui 120 fatte restaurare, provenienrti  da 450 collezioni di in tutto  il mondo ,  e un milione di visitatori.

Sembra quasi una contraddizione parlare di forma dell’infinito – ha comemntato don Geretti – ma è esattamente la sfida che l’arte cerca di raccogliere per dare forma alla percezione dell’immensità. Attraverso opere realizzate tra la fine dell’800 e i primi del novecento, la mostra cerca di rendere  visibile che nella realtà come anche nell’intimo dell’uomo l’infinito è sempre in agguato. E ci sono artisti  che hanno raccontato questa tensione verso l’infinito ed altri che hanno dato voce alla sofferenza per un infinito ritenuto irraggiungibile. Noi siamo portatori di infinito collocati – ha sottolineato don Geretti nella sua Lectio – in una imbarazzante ed interessantissima finitezza e pur nei confini angusti che ci  limitano l’essere umano pensa alla bellezza che non sfiorisce, al legame per sempre.

Don Geretti si è soffermato sulla struttura della mostra, che presenterà tre settori. Il primo ospiterà le opere che ci rimandsano  la pecezione dell’infinito spazio temporale, nel secondo settore ci saranno opere che cercano di rappresentare la coscienza dell’uomo e il suo desiderio di infinito, nel terzo settore  le opere che indicano i vari sentieri seguiti dagli artisti  per rappresentare l’infinito ( Kandinsky, i simbolisti, i metafisici, i teosofi ecc…) 

Don Geretti ha elencato in 10 rivelazioni alcuni aspetti peculiari che caratterizzeranno l’originalità della mostra,  il cui approccio vorrà essere esistenziale, interiore, toccante e per questo non ci saranno intelligenze artificiali  ma guide in carne ed ossa a raccontare più di settanta opere, provenienti da dieci Paesi diversi d’Europa, di cui almeno dieci mai esposte nei musei e viste da alcuno (saranno i mostra opere di monumenti dell’arte come (Kandinsky,De Chirico, Gauguin , Picasso, Fontana, Vedova ecc.). Di grande valore anche il catalogo che accompegnerà la mostra, in cui ogni opera è stata adottata per un personale  commento da un illustre personaggio della vita culturale italiana. Particolare attenzione verrà riservata alla sostenibilità, sia nella regolazione dei flussi del pubblico al fine di permettere un approccio non frettoloso alle opere, sia nella declinazione della  sostenibilità economica dell’evento.  Gli slot per le visite giornaliere saranno dai 50 ai 60, prenotabili già a partire da fine giugno. Anche nella comunicazione della mostra si cercheranno messaggi tali da poter sensibilizzare quella parte di pubblico generalmente non sensibile al richiamo dell’arte e si lavora al coinvolgimento di tutte le categorie economiche della città, in quanto si riconoscano nella grande iniziativa.   L’inaugurazione della mostra non sarà un semplice “avanti si entra”, ha choisato don Geretti,    perchè nelle sue intenzioni  è previsto  uno spettacolo teatrale a suggellare l’inizio.

L’assessore alla cultura del Comune di Udine, Fabrizio Cigolot, ha rimarcato sull’originalità e fascino del tema di questa mostra, che vuele fare di casa Cavazzanin uno dei futuri luoghi di riferimento della cultura   del friuli venezia giulia, dando impulso alla preziosità delle  numerose componenti storiche, artistiche, culturali della città di Udine.

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