12/12/2018

Una storia lunga, risalente alla notte dei tempi, quando nei periodi di carestia, i giovani dei piccoli paesi di montagna si travestivano usando pellicce formate da piume e pelli e corna di animali. Irriconoscibili, andavano in giro a terrorizzare gli abitanti dei villaggi vicini, derubandoli delle provviste necessarie per la stagione invernale. Dopo un po’ di tempo, i giovani si accorsero, però, che tra di loro vi era un impostore: era il diavolo in persona, che approfittando del suo reale volto diabolico si era inserito nel gruppo rimanendo riconoscibile solo grazie alle zampe a forma di zoccolo di capra. Chiamarono il vescovo Nicolò (San

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Nicola di Bari, noto anche come san Nicola di Myra, san Nicola dei Lorenesi, san Nicola Magno, san Niccolò e san Nicolò, nato a Patara di Licia, 15 marzo 270 e deceduto a Myra, 6 dicembre 343, venerato come santo dalla Chiesa cattolica, dalla Chiesa ortodossa e da diverse altre confessioni cristiane, fu vescovo greco di Myra (oggi Demre), una città situata in Licia, una provincia dell’Impero bizantino, che si trova nell’attuale Turchia. La sua figura ha dato origine alla tradizione di Babbo Natale, personaggio noto anche al di fuori del mondo cristiano), per esorcizzare l’inquietante presenza. Sconfitto il diavolo, tutti gli anni i giovani, travestiti da demoni, sfilavano lungo le strade dei paesi, non più a depredare ma a portare doni o a “picchiare i bambini cattivi”, accompagnati dalla figura del vescovo che aveva sconfitto il male.

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Il corteo dei Krampus fa la sua apparizione in molte città del Nord Italia, Austria e Germania a partire dalle ore 17 circa, quando calano le tenebre. I mostruosi Fauni sono rudi e dispettosi e se la prendono un po’ con tutti. Rincorrono, fra urla e strilli, i ragazzi e le ragazze, fanno inginocchiare i bambini, “maltrattando” con spintoni, e colpetti di verga alle gambe, chiunque capiti loro davanti. La festa assume caratteristiche affascinanti e suggestive in particolar modo a Tarvisio. Quasi sempre un paesaggio innevato fa da cornice alla rappresentazione. Tramontato il sole, quando i fumi dell’orizzonte prendono per breve tempo i colori intensi del crepuscolo, le folate strumentali de “Una notte sul Monte Calvo” di Mussorgsky diffuse a tutto volume lungo il percorso del corteo, accompagnano il caotico seguito di San Nicolò apparso non si sa da dove, ai margini del bosco.

Uno spettacolo stupendo, impressionante e coinvolgente soprattutto per i grandi che, con la scusa di accompagnare figli e nipoti,

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rivivono volentieri la tradizione recandosi a Tarvisio, nelle altre località dell’altro Friuli, del Trentino Alto Adige e in tutte le principali città di Austria, Slovenia e Germania. I Krampus evidentemente non vivono solo un giorno l’anno, così finalmente hanno deciso di girare nelle altre piazze del Friuli Venezia Giulia e solitamente la domenica si possono incontrare anche in paesi lontani dalle montagne. Quest’anno si sono visti in località come Pradamano, Rivignano Teor, Gonars e tanti altri posti.

Dopo l’esibizione con il fuoco acceso a forma di cerchio, si sono scatenati i bambini e soprattutto gli adulti, che probabilmente hanno spaventato i Krampus esigendo Selfie armati dei loro telefonini. Solo dopo essersi liberati degli spettatori, hanno potuto riprendere il loro mestiere attraversando le strade del centro, mentre tutti scappavano nei locali a bere qualcosa di caldo (forse meglio scaldante) o nel grande tendone a mangiare, assistendo alla chiusura del mercatino di Natale, sotto un cielo stellato e gelido.

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I Krampus cono talmente famosi in tutto il mondo che a Hollywood hanno pensato di fare un film (fantastico – horror) dal titolo Krampus – Natale non è sempre Natale diretto da Michael Dougherty e uscito nelle sale nel 2015. Nella pellicola si narra la storia di un solo Krampus e di una famiglia che si riunisce per passare le feste assieme, senza credere più al Natale. A seguito dell’uscita del film, è stato pubblicato il fumetto prequel dell’opera intitolato Krampus: The Shadow of Saint Nicholas. Il fumetto narra la storia di altre persone e famiglie che sono state punite dal Krampus, sempre per aver perso lo spirito del Natale per vari motivi. Il fumetto chiarisce inoltre il mistero dell’ultima scena del film e conferma che Krampus non trascina veramente all’Inferno coloro che rapisce ma li mette alla prova e li aiuta, di fatto, a ritrovare lo spirito del Natale per poi sorvegliarli dal suo laboratorio per assicurarsi che abbiano imparato la lezione. Se il fumetto è adatto a tutti, lo stesso non può dire del film (VISIONE CONSIGLIATA AL SOLO PUBBLICO ADULTO) che sarà trasmesso alle 23.15 di venerdì 22 dicembre su Italia Uno. Lo scorso anno invece, sempre in America è uscito KRAMPUS 2: The Devil Returns il prosieguo sempre horror e nemmeno questo si sa se uscirà mai nelle sale cinematografiche italiane, ma sicuramente, a tarda ora, lo potremo vedere in televisione prima o poi.

I Krampus sono una tradizione delle nostre montagne e hanno principalmente un intento formativo: regalano caramelle ai bimbi buoni e redarguiscono, magari con rami della foreste (indolori), coloro che si sono comportati male. Questa è una manifestazione che vale la pena tramandare ai secoli futuri, consentendo a tutti di vivere da piccoli queste emozioni, per capire da adulti il senso della tradizione.

Marco Mascioli

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