19/12/2018

“Non ha senso partire dai provvedimenti sulla “uscita” dal lavoro piuttosto che perseguire l’attuazione di autentiche politiche attive del lavoro, tanto più in un momento di crisi economica”. Il segretario generale della UIL del Friuli Venezia Giulia Giacinto Menis esprime le criticità individuate sulla riforma del mercato del lavoro. “Non basta il Jobs Act a trainare la ripresa. Non basta l’ennesima modifica del sistema di regole che investono il lavoro per creare crescita e nuove opportunità occupazionali. Servono invece concrete misure di contrasto alla crisi, fondate sul sostegno all’economia reale attraverso l’adozione di politiche industriali e piani di investimento capaci di rilanciare i nostri sistemi produttivi”. Menis “boccia” il Jobs Act in occasione del seminario su contratto a tutele crescenti e nuovi ammortizzatori sociali organizzato dalla UIL a Palmanova. Nel periodo gennaio-settembre 2014, l’81% dei nuovi contratti di lavoro sono stipulati con forme instabili, in cui non rientrano alcune forme di lavoro flessibile come le partite Iva o i voucher, che escono addirittura rafforzati dalla riforma. E il 2014 per il Friuli Venezia Giulia fa segnare un dato ancor più negativo. Le ore di cassa integrazione autorizzata sono state quasi 33 milioni, il dato peggiore di sempre, superiore dell’11,5% rispetto al precedente “record” del 2013 e in negativa controtendenza non solo rispetto ai valori registrati dalle altre regioni del Nord-Est (che segnalano decrementi dal 15 al 21%) ma anche rispetto al dato medio nazionale che nel 2014 si è attestato ad un meno 6% rispetto al 2013. Peggio ha fatto solo il Lazio.

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