23/06/2018

“Italia Mia” è il titolo scelto per l’edizione 2017 di èStoria, in programma a Gorizia dal 25 al 28 maggio 2017. Giunto alla tredicesima edizione, il Festival sarà dedicato ad approfondire, da più prospettive, le diverse componenti dell’identità italiana. Ancora una volta la storia interrogherà la letteratura, il diritto, la fede, l’economia, il giornalismo e numerose altre discipline per affrontare il tema Italia mia ad ampio raggio e chiedersi cosa significhi essere italiani.

“Noi crediamo fermamente che la riflessione sull’identità italiana sia il tema politico-storiografico più rilevante di oggi, nel turbine di un tempo che accelera le trasformazioni, gli equilibri geopolitici mondiali e in un momento in cui qualcuno prefigura l’inabissamento definitivo della nazione…” commenta Adriano Ossola, ideatore e curatore del Festival èStoria.

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Chi ama la storia conosce bene il fascino degli anniversari, ma allo stesso tempo non trascura le suggestive insidie celate dietro le date simboliche: nel 2011 ricorreva il centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia e tra celebrazioni, pubblicazioni e iniziative di ogni sorta emergevano con forza analisi, riflessioni, critiche, visioni e revisioni, in un dibattito non sempre sereno e a volte condizionato da retoriche strumentali o mal poste. Sono trascorsi sei anni e il panorama è molto mutato: gli ideali connessi all’unificazione europea cedono il posto nel vecchio continente a una nuova centralità delle nazioni con le loro diversità di storia e interesse. L’arrivo di numerose persone dagli angoli poveri o sconvolti del mondo crea uno sconcerto prossimo alla paura e propone il terribile contrasto “noi/loro”, che si accompagna alla crescente tensione tra l’Occidente e l’Islam. Spesso le radici culturali e umane sono fraintese, distorte, piegate in modo strumentale: e ciononostante esse sono di importanza primaria nella definizione di un cittadino che, senza cessare magari di sentirsi europeo e cosmopolita, può chiedersi a buon diritto cosa significa e che comporta anche il suo essere italiano.

Se la declinazione dei temi plurali delle scorse edizioni (Imperi, Eroi, Patrie, Guerre, Giovani, Schiavi…) conosce con Italia mia un sovvertimento imponente, non cambia la volontà di costruire un appuntamento internazionale, non cambia la volontà d’intrecciare la storia con altre discipline e saperi: letteratura, arte, economia, antropologia, musica, cinema, archeologia e altro ancora, con un ruolo centrale dell’attualità e delle sfide future.

Storici, giornalisti, autori, studiosi, artisti e personalità dei più diversi campi proporranno al pubblico i rispettivi contributi sull’identità italiana, in una città di confine. Gorizia, con anime differenti ma capaci di una convivenza anche feconda.

ALCUNE ANTICIPAZIONI

èStoria proporrà una vasta gamma di incontri per affrontare il tema dell’identità da diversi punti di vista.

Di particolare rilevanza la riflessione sul Risorgimento, che vedrà tra i protagonisti Gilles Pécout, già ordinario di storia contemporanea alla Scuola Normale Superiore (ENS) di Parigi, ora rettore della regione accademica dell’Ilê de France e di Parigi, noto al pubblico italiano anche per l’assidua presenza alla trasmissione televisiva Il Tempo e la Storia, di cui è curatore. Con lui, Luigi Mascilli Migliorini, Accademico dei Lincei e docente presso l’Università di Napoli “L’Orientale”. Oltre a essere autore di numerosi saggi e biografie, dirige la “Rivista storica italiana” e collabora al “Mattino” di Napoli e al “Sole24ore”.

L’attenzione ai simboli di un’identità nazionale spesso sconosciuta o negletta sarà oggetto della lectio magistralis del costituzionalista Paolo Armaroli, già professore di diritto comparato all’università di Genova, deputato in Parlamento dal 1996 al 2001 e capogruppo alla commissione affari costituzionali. La disamina della lingua, del tricolore e della bandiera come simboli talora maltrattati dell’Italia verrà proposta alla luce della storia del diritto dallo Statuto Albertino ai nostri giorni.

Anche l’importanza della lotta per la legalità e il contrasto alle mafie saranno tra i temi toccati negli incontri: ne parlerà John Dickie, Professor of Italian Studies presso lo University College London. Oltre a numerose pubblicazioni su diversi aspetti della storia italiana, ha scritto tre libri sulla storia della criminalità organizzata, tutti editi da Laterza, e ha presentato numerosi documentari trasmessi su History Channel Italia.

La storia verrà accostata anche alle arti: tra queste, la storia della musica, che emergerà nella conversazione tra Simonetta Puccini, nipote del Maestro Giacomo Puccini, il musicologo di origine goriziana Quirino Principe e Armando Torno, giornalista e scrittore, editorialista per “Il Corriere della Sera” e “Il Sole24Ore”. Simonetta Puccini figlia di Antonio Puccini,   ha fondato nel 2005 l’omonima Fondazione per la promozione di attività utili alla conservazione, valorizzazione, conoscenza e diffusione del patrimonio artistico di Giacomo Puccini.

 

UNA SOCIAL ROOM PER SEGUIRE éSTORIA

Un’importante novità riguarderà anche la comunicazione di èStoria 2017: per aumentare il coinvolgimento del pubblico sarà realizzata la prima Social Room del Festival, che racconterà Italia mia e le altre sezioni momento per momento. Un canale youtube e un numero whatsapp dedicati potenzieranno l’interazione con chi seguirà èStoria attraverso lo streaming. Numerosi hashtag segnaleranno temi, appuntamenti e ospiti nel corso nel primo Historytelling del Festival.

LE ALTRE SEZIONI DEL FESTIVAL:

Centenario Grande Guerra:

L’edizione 2017 darà seguito al filone inaugurato nel 2014, “Trincee”, dedicato al centenario della Grande Guerra. Si tratterà di una sezione ad hoc che verrà mantenuta all’interno del festival fino all’edizione 2019, anniversario del trattato di Versailles.  Spazio di particolare rilievo sarà dato al centenario della battaglia di Caporetto, trattato in diversi incontri grzie alla presenza di ospiti quali Guido Alliney, Nicola Labanca, Pierluigi Lodi ed Erwin Schmidl, oltre che alla consolidata collaborazione con la Fondazione Pot miru/via di pace (Caporetto/Kobarid).

Giovani:

L’esperienza avviata nel 2015 continuerà: le associazioni giovanili della città, molte delle quali composte soprattutto da studenti universitari, con il coordinamento del Punto Giovani del Comune di Gorizia proporranno ai loro coetanei e a tutto il pubblico di Festival una serie di appuntamenti costruiti direttamente da loro.

La Storia in Testa:

La sezione La Storia in Testa, sarà dedicata come nelle precedenti edizioni a numerosi anniversari e a svariate novità editoriali a tema storico. Ad esempio, il centenario della rivoluzione russa sarà trattato in una conversazione tra Antonio Carioti, Sergio Romano e Vittorio Strada, già apprezzatissimi ospite di èStoria in numerose edizioni del Festival.

FVG Èstoria:

Una sezione dedicata alle numerose associazioni e ai gruppi o centri di ricerca storica della regione, che proporranno approfondimenti sulla storia del territorio.

Cinema:

La collaborazione avviata lo scorso anno con Kinemax e Assocazione Palazzo Cinema – Hiša Filma (organizzatori del Premio Sergio Amidei) verrà riproposta e consentirà di afiancare storia e cinema, proponendo una prospettiva ulteriore.

Friuli Venezia Giulia èStoria:

FVG èStoria sarà lo spazio arricchito dalle proposte di istituti e associazioni regionali legate alla storia, alla cultura e anche al volontario o alla promozione sociale.

La Storia in Tavola:

Di particolare rilievo, visto anche il tema 2017, sarà ancora una volta La Storia in Tavola, che negli scorsi anni, con la collaborazione preziosa di Ersa – Agenzia regionale per lo sviluppo rurale, ha ospitato incontri sulla storia dell’alimentazione.

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