18/01/2018

Aumentano di 5,7 milioni di euro (da 75,9 nel 2015 a 81,7 nel 2016) le rimesse verso l’estero degli immigrati in Friuli Venezia Giulia. La  regione (+7,6%) registra il livello più elevato dal 2005 a oggi ed è al quarto posto in Italia per incremento da un anno all’altro dopo il Trentino Alto Adige (+10,4%), la Sardegna (+9,7%) e la Valle d’Aosta (+8,7%), in un contesto in cui le rimesse verso l’estero degli immigrati in Italia hanno mostrato per il quinto anno consecutivo una flessione (pari a -3,4% rispetto al 2015), scendendo sotto i 5,1 miliardi di euro, dopo che nel 2011 avevano raggiunto il picco di 7,4 miliardi. Lo rileva una rielaborazione Ires Fvg su dati Banca d’Italia curata dal ricercatore Alessandro Russo.

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IL BOOM DELLA PROVINCIA DI GORIZIA

Nell’Isontino si registra un incremento significativo (+20,1% rispetto all’anno precedente, pari a 2,9 milioni di euro in più), connesso in questo caso alla comunità proveniente dal Bangladesh e concentrata quasi esclusivamente nel comune di Monfalcone, che presenta dei flussi monetari verso il paese di origine crescenti nel tempo.

ROMANIA IN TESTA

In termini assoluti il primo paese di destinazione delle rimesse in uscita dal Fvg è comunque la Romania (14,3 milioni di euro nel 2016), trattandosi anche della comunità più numerosa in regione. Seguono Bangladesh (13,6 milioni), Senegal e Colombia (3,4 milioni).

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NEI TERRITORI

A livello territoriale quasi il 40% delle rimesse regionali proviene dalla provincia di Udine (30 milioni su 81,7), ma quella di Gorizia presenta dei valori particolarmente elevati (17,1 milioni di euro, pari al 20,9%) rispetto alla presenza straniera (il 12% del totale). Si osserva infatti un valore pro capite pari a 1.345 euro (calcolato sulla popolazione straniera residente al 1 gennaio 2016, minori compresi) contro una media regionale di 776 euro e nazionale di 1.009 euro.

GIORGIA A 9.000 EURO

Dal confronto tra rimesse inviate e popolazione straniera residente emergono infine alcuni paesi dove tale rapporto è particolarmente elevato, come la Georgia con quasi 9.000 euro pro capite (2,9 milioni di euro spediti nel 2016 a fronte di 322 residenti), che diventano 9.700 nella provincia di Udine; quindi la Repubblica Dominicana con 4.100 euro (2,9 milioni e 711 residenti) e il Bangladesh con poco più di 3.800 (13,6 milioni e 3.544 residenti).

IL CALO A LIVELLO NAZIONALE

La diminuzione nazionale del 2016, 178 milioni di euro in termini assoluti, è stata determinata soprattutto dai risultati negativi registrati in due grandi regioni: Lazio e Toscana, in particolare nelle province di Roma (-150,6 milioni di euro), Firenze (-47,3 milioni) e Prato (-43,6 milioni).

FLUSSI VERSO LA CINA

Inoltre è attribuibile essenzialmente ai flussi diretti in Cina, che nel 2015 hanno fatto registrare un calo del 57% in un solo anno (320 milioni di euro in meno). Nel complesso tra il 2011 e il 2016 i movimenti monetari verso la Repubblica Popolare Cinese sono diminuiti di 2,3 miliardi (-91%). L’attività svolta dalla Banca d’Italia ha consentito di accertare che una parte significativa della diminuzione riscontrata negli ultimi anni dipende in realtà dalla migrazione di numerosi agenti di money transfer verso istituti di pagamento comunitari meno attenti al profilo dei controlli, che non hanno contribuito alla rilevazione statistica dei dati. Come evidenziato dalla Banca d’Italia, la comunità cinese tende ad avvalersi scarsamente del canale bancario, prediligendo l’utilizzo del contante e il circuito dei money transfer, non solo per il trasferimento delle rimesse verso la Cina, ma anche per finalità diverse, come il regolamento di transazioni commerciali, il rimborso di prestiti o la distribuzione di profitti derivanti da attività imprenditoriali.

Si può più in generale osservare che gli operatori di money transfer presentano una distribuzione capillare degli sportelli sia nel territorio italiano sia soprattutto nei paesi d’origine dei migranti, permettendo una distribuzione del denaro ai destinatari più semplice e rapida rispetto al sistema bancario.

I dati sulle rimesse verso l’estero degli immigrati comprendono le transazioni transfrontaliere tra due persone fisiche effettuate tramite un istituto di pagamento o un altro intermediario autorizzato. L’obbligo di segnalazione di tali operazioni riguarda le banche residenti, Poste Italiane S.p.A., gli istituti di moneta elettronica e gli istituti di pagamento che prestano il servizio di rimessa di denaro. I dati esaminati si riferiscono pertanto ai trasferimenti transitati per i canali di intermediazione regolare, mentre non includono i canali informali, spesso anche molto consistenti soprattutto in una regione di confine come la nostra. È pertanto probabile che le rimesse verso i paesi più vicini, come quelli dell’area dei Balcani, siano sottostimate.

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