03/08/2020

di GF Biondi

Nei giorni scorsi la regione ha presentato il marchio IosonoFriuliVeneziaGiulia , assonante con quel IOFVG lanciato il 16 e 17 novembre con una grande festa a Udine da un gruppo di nove aziende locali del settore lattiero-caseario. In termini generali l’intento, peraltro meritorio, è sempre quello di promuovere il prodotto friulano di qualità. Una volta c’era il “tipicamente friulano”, liquidato dall’ex assessore regionale Shaurli che, rimanendo perplesso sulla nuova iniziativa, sia per quello che costerà che per il suo ricalcare altre idee simili, quasi rimpiange il tipicamento friulano, che almeno era un claim più simpatico anche se, forse, un pò politicamente scorretto, se rapportato alla presunta unitarietà della regione Friuli Venezia Giulia.

Sta di fatto che chi si adopera con iniziative che producano una immagine complessiva delle qualità che questa regione può esprimere, è sempre da incoraggiare, da sostenere. L’unico neo è proprio nella carenza di quel guizzo di fantasia che andrebbe richiesto per non duplicare marchi già lanciati ed esistenti, perché in questo caso si scivola in sovrapposizioni e confusione, mancando così i risultati sperati e buttando via i soldi della comunità. IoFVG è nato prima di IosonoFriuliVeneziaGiulia e praticamente sono uguali. A che pro? non era meglio un bel plurale maiestatico che, se anche se di reale ascendenza, era formalmente più inclusivo? ad esempio NOIFVg? o ripescando e revisionando vecchi schemi, un “Tipicamente FVG”? e invece ci si avvita su questo arrogantiello IO, questa volta anche scopiazzato e che ci ricorda tanto quel Iu,Iu,Iu (e non aggiungiamo quello che segue perché lo sapete benissimo), che dal palco dispensava il surreale ( ma neanche tanto) protagonista di “Qualunquemente”. . .

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