22/05/2019

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Sicurezza, ha approvato in via preliminare il programma annuale sull’immigrazione 2019, per il quale sono stati stanziati complessivamente 6.417.894,39 euro, che si inserisce nel Piano triennale per l’integrazione delle persone straniere immigrate e costituisce lo strumento di coordinamento delle politiche regionali in questo ambito.

Il documento prevede, per quest’anno, sostanziali novità rispetto al passato per adeguare la risposta della Regione ad un fenomeno in continuo mutamento e alle reali necessità espresse dal territorio e dalla cittadinanza. Le strategie dell’Amministrazione virano verso un modello meno incentrato sugli interventi diretti e contributivi e focalizza l’attenzione sulle strategie di rete, attraverso un approccio di tipo preventivo e collaborativo tra la Regione e i soggetti istituzionali e del privato sociale che operano direttamente coi migranti. Il tutto in considerazione della sostanziale risoluzione della cosiddetta “emergenza asilo” (comprovata dal trend calante del numero di richiedenti di tale misura sul territorio) ma anche della consistente presenza di minori stranieri non accompagnati e della necessità di continuare a garantire servizi per le persone stabilmente presenti e quelle in situazione di vulnerabilità.

Le azioni previste si suddividono in 4 aree tematiche: Legalità, sicurezza, rimpatri (finanziata con 550mila euro complessivi); Minori stranieri non accompagnati e neomaggiorenni (5.067.894,39 euro); Soggiornanti di lungo periodo (800mila euro) e Fondi Comunitari e strumenti.

All’interno della prima area (Legalità, Sicurezza, rimpatri) sono raccolti gli interventi finalizzati a favorire la convivenza civile, agendo sulle situazioni sociali che possono generare un senso di insicurezza nella popolazione. Nello specifico, ci saranno azioni di prevenzione del fondamentalismo e della radicalizzazione (150mila euro), anche tramite iniziative nelle carceri. La Regione ha, inoltre, deciso di sostenere con 350mila euro le misure volte a favorire i rimpatri degli immigrati e ha stanziato 50mila euro per l’attuazione di strategie specifiche contro la tratta degli esseri umani per interrompere gli odiosi fenomeni dello sfruttamento sessuale e lavorativo e tutelare le vittime.

Per quanto concerne i minori stranieri non accompagnati e i neomaggiorenni sono stati stanziati oltre 5 milioni di euro e sono previste iniziative indirizzate specificatamente alla loro tutela, con la conferma del supporto regionale agli enti locali che li accolgono (4.150.000 euro per i minori e 317.894,39 euro per i neomaggiorenni), ma anche l’introduzione di alcune clausole di garanzia rispetto alle strutture ospitanti e l’organizzazione di corsi di italiano specifici per i ragazzi (350mila euro). La Regione punta inoltre a qualificare il sistema dell’accoglienza tramite la creazione di un tavolo interistituzionale sul tema dell’immigrazione e dei minori, che avrà il compito di elaborare uno specifico regolamento in materia al fine di contenere i costi, e proporrà corsi di formazione per gli educatori delle comunità e per gli stessi minori (100mila euro). È quindi previsto il sostegno all’apertura di nuovi progetti Siproimi (ex Sprar), lo studio dei vari aspetti della migrazione giovanile e la progettazione di forme di cooperazione internazionale con i aesi di provenienza (150mila euro).

Per i soggiornanti di lungo periodo viene confermato esclusivamente il sostegno all’integrazione scolastica, per il quale la Regione mette a disposizione 800mila euro, mentre non sono previsti ulteriori stanziamenti per il Fondo di rotazione e garanzia, che per la sua stessa natura è sostenuto dalla restituzione delle quote erogate.

Nell’area dei Fondi comunitari e degli strumenti rientrano, quindi, gli interventi trasversali o finanziati con fondi extraregionali: la tenuta dell’Elenco regionale dei mediatori culturali e la gestione di un Osservatorio regionale immigrazione, ma anche i progetti Fami Impactfvg e il Piano di sviluppo linguistico (Psl) che sono interamente finanziati dal Fondo asilo, migrazione e integrazione del Ministero dell’interno e garantiranno per i prossimi due anni ulteriori attività di integrazione.

Dal punto di vista numerico, in estrema sintesi, il profilo demografico della popolazione straniera in Friuli Venezia Giulia (secondo i dati Istat sulla popolazione residente e il bilancio demografico risalenti al primo gennaio 2018) vede un lieve aumento degli stranieri, che salgono a 106.652 (erano 104.276 al primo gennaio 2017), pari all’ 8,77% del totale dei residenti (lo 0,17% in più rispetto all’anno precedente), con una forte presenza di rumeni (il 23,7% dei residenti stranieri), caratterizzata da un aumento di ben 789 persone rispetto all’anno precedente.

QUANTI SONO I CITTADINI NON COMUNITARI IN FVG

I cittadini non comunitari sono poco più di 70 mila, provenienti soprattutto da Albania, Serbia e Ucraina, ma con un netto incremento rispetto al 2017 dei residenti di origine pakistana (+ 1312) e afghana (+ 311), ovvero le popolazioni più rappresentate tra i richiedenti/titolari di protezione internazionale ospitati in regione, e una crescita anche dei bengalesi (+ 359). Il 37,3% degli stranieri vive nell’area dell’ex provincia di Udine, il 29,7% di quella di Pordenone, il 20,4% di quella di Trieste e il 12,6% di Gorizia, con una chiara concentrazione nelle grandi città ed in particolare Udine e Trieste, seguite da Pordenone, Monfalcone, Gorizia e Sacile.

MINORI STRANIERI

Rimane consistente la presenza di minori stranieri non accompagnati, tanto che la nostra Regione si colloca tra i primi posti in Italia in quanto a presenze assolute. I dati forniti dai Comuni che hanno in carico i minori indicano la presenza contemporanea di oltre 400 ragazzi nelle strutture di accoglienza regionali (446 al 31 marzo 2018, 410 al 30 giugno 2018, 498 al 30 settembre 2018). Al 30 settembre 2018 la nazionalità maggiormente rappresentata è costituita dai giovani provenienti dal Kosovo (33,3% del totale), seguiti da pachistani (29,7%), albanesi (15,9%), afghani (8,0%), bengalesi (7,4%). Riguardo l’età, il 99% dei minori ricade nella fascia tra i 14 e i 17 anni, con netta prevalenza di giovani diciassettenni (71,5%).

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