14/08/2018

Il Friuli Venezia Giulia  con il coordinamento di Area Science Park e dei tre atenei, può esercitare un ruolo importante  nell’industria 4.0 grazie alla nuova visione di sistema con cui sta lavorando, nella prospettiva di diventare da protagonista “digital innovation hub”.

Lo ha sottolineato la presidente della Regione Debora Serracchiani durante convegno “La flotta 4.0: risparmio, sicurezza, sostenibilità”, organizzato da Confindustria Udine per illustrare il progetto di un’impresa regionale che si occupa di gestione informatizzata delle flotte aziendali   e che promette riduzione dei costi di gestione, aumento della sicurezza alla guida e abbattimento delle emissioni di Co2. la “quarta rivoluzione industriale”  non compete solo all’impresa, ma è un imperativo anche per la Pubblica amministrazione e su cui la Regione Friuli Venezia Giulia ha lavorato, ha affermato   la Serracchiani, ricordando le intese bilaterali con la Baviera, l’Iran, fino al recente progetto di collaborazione con il Mit di Boston.

Risultati concreti della digitalizzazione ci sono, ad esempio, nella logistica portuale e retroportuale, che negli ultimi due anni e mezzo, a Trieste, ha prodotto 250 posti di lavoro in più.

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Al convegno, introdotto dal presidente di Confindustria Matteo Tonon, che ha sottolineato come quella di Industria 4.0 sia “una sfida prima di tutto culturale, che aziende e università hanno accettato di affrontare insieme”. Il il rettore dell’Ateneo friulano Alberto Felice De Toni ha indicato alcuni istituti importanti e ancora poco sfruttati – l’apprendistato, il dottorato industriale, i percorsi professionalizzanti, il progetto phD Italents – che possono consentire di allineare l’offerta e la domanda e di raggiungere una concreta ricerca applicata, che resta ancora uno dei maggiori problemi da risolvere nel sistema italiano.

Allineamento ancora lontano, secondo i dati raccolti nel 2016 in un’indagine  6 della Crui, Conferenza dei rettori delle università italiane.

Il 43% delle offerte di lavoro delle imprese che hanno partecipato al progetto della Crui sono nel settore ICT; il 44% dei dottori che si propongono alle aziende è specializzato in Salute e Scienze vita.

A illustrare l’iniziativa imprenditoriale, corredata da un percorso di ricerca applicata, finanziato dalla Regione e che ha coinvolto l’Università con la collaborazione di un’altra azienda come Beantech, intervenuta all’incontro con l’amministratore delegato Fabiano Benedetti, è stato l’ad di DRIVEvolve, Giovanni Collino.

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