11/12/2017

Lo sviluppo di relazioni commerciali, la possibilità di collaborazione nell’ambito della ricerca e della formazione e le opportunità offerte dal sistema portuale regionale: sono stati i temi al centro del recente incontro tra la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, e l’ambasciatrice della Repubblica Ceca in Italia, Hana Hubácová, accompagnata dal console onorario, Paolo Petiziol, e dal consigliere per gli affari economici e commerciali dell’ambasciata, Jirí Jílek.

Un meeting definito da Serracchiani “estremamente interessante, dato che il Friuli Venezia Giulia è una regione proiettata ad avere relazioni internazionali che guardano soprattutto, ma non solo, all’Europa dell’Est”.Dopo aver illustrato le grandi potenzialità garantite dallo statuto speciale della Regione nei rapporti con le altre nazioni e il ruolo strategico della portualità in un’ottica intermodale, Il presidente della giunta ha descritto all’ambasciatrice la piattaforma regionale della scienza ,della formazione e della ricerca, basata sulla presenza di tre atenei, su Area science Park e sugli istituti internazionali di ricerca e si sono create le condizioni per un primo dialogo, da trasformare in futuro in una collaborazione concreta.

Nel corso dell’incontro è stata, presentata a Serracchiani la possibilità, emersa dalla riunione tra l’ambasciatrice e il rettore dell’Università di Udine, Alberto Felice De Toni, di dare vita in futuro a un rapporto di cooperazione tra gli atenei italiani e cechi che prevedano corsi nelle rispettive lingue. Un’ipotesi apprezzata da Serracchiani, la quale ha ricordato l’accordo di collaborazione nel campo dell’alta formazione che sarà siglato, a breve, tra la Sissa e il Massachusett institute of technology (Mit) di Boston.

FOTO_NEL_TESTO_IN_CORRISPONDENZA_D'AGOSTINOLa delegazione ceca guidata dall’ambasciatrice Hana Hubácová ha effettuato una vista al porto di Trieste, accolta dal presidente dell’Autorità Portuale Zeno D’Agostino, “La possibilità di lavorare le merci in regime di punto franco è propria, in tutta Europa, del solo scalo triestino: una qualità che rappresenta un forte elemento attrattivo – ha spiegato D’Agostino – in quanto consente alle aziende di realizzare prodotti con il marchio Made in Italy ma con i benefici dell’extradoganalità.”

“Se si considera inoltre la conseguita funzionalità del sistema intermodale che collega il porto a numerose città europee, si possono comprendere appieno i vantaggi che un investitore estero può avere nello scegliere Trieste quale punto di snodo per i propri affari. Non è dunque un caso che, nel 2016, lo scalo si sia posizionato al 1° posto in Italia e al 14° a livello europeo nella movimentazione delle merci.”

Il presidente D’Agostino si è impegnato a fornire all’Ambasciatrice e ai direttori delle Agenzie Governative presenti – CzechTrade, CzechTourism e CzechInvest – i dati relativi ai traffici con la Repubblica Ceca.

Share Button