16/12/2017

Inaugurato a Zugliano, in Friuli, il decimo Cap della regione, Centro di Assistenza Primaria all’interno dei quale verrà svolta l’attività di medicina  con i medici di medicina generale, gli specialisti e le professioni sanitarie che opereranno in forma integrata. Oltre alle strumentazioni di base, la struttura sanitaria è dotata anche di un elettrocardiografo, un ecografo e uno spirometro per la diagnostica rapida specialistica.

Il Cap ospiterà servizi per il percorso nascita che garantiscono la presa in carico della mamma e del neonato, dalla fase del concepimento fino al primo anno di età, ma si occuperà anche di patologie croniche quali il diabete e la broncopneumopatia cronica ostruttiva.

Presente all’inaugurazione, l’assessore regionale alla salute, Maria Sandra Telesca ha parlato di un altro importante tassello della riforma sanitaria che  ha riscritto nuove regole per funzioni sanitarie più vicine ai cittadini e rispondenti alle esigenze di una sanità nuova .

Medicina di prossimità e integrazione sono stati i due concetti sui quali si è focalizzato il direttore sanitario dell’AsuiUd, Giampaolo Canciani.

“Nel primo semestre 2016, gli accessi complessivi nel distretto sanitario di Udine – ha spiegato – sono stati 34.900 contro i 42.340 dello stesso periodo nel 2017, con un incremento del 21,3 per cento. Abbiamo registrato un calo del tasso di ospedalizzazione e un aumento della presa in carico a domicilio del paziente con 7000 accessi domiciliari al mese e, di questi, il 70 per cento è rivolto ad anziani over 75″.

Un dato significativo, secondo il direttore generale dell’AsuiUd Mauro Delendi, che ha evidenziato come le medesime percentuali si riscontrano anche negli altri due distretti di Cividale e Tarcento, dove l’incremento della presa in carico, attraverso l’assistenza domiciliare integrata, si attesta fra il 15 e il 20 per cento.

Il nostro compito – ha precisato ancora Canciani – non è spostare nel Cap delle attività che vengono già svolte in maniera efficace negli ambulatori ospedalieri, ma costruire con gli specialisti delle possibilità che migliorano le capacità dei medici di medicina generale di interagire, gestire e governare i percorsi della cronicità che deve esser curata sul territorio.

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