19/04/2021

Il Friuli Venezia Giulia ha imboccato la strada giusta verso gli obiettivi dell’Agenda 2030,   a  dimostrazione che camminare tutti nella stessa direzione è la chiave del successo per chi ha a  cuore l’ambiente”.

È quanto ha affermato l’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente e energia, Fabio  Scoccimarro, commentando i dati del Rapporto di posizionamento del Friuli Venezia Giulia  rispetto ai 17 obiettivi dell’Agenda 2030.

Il documento è stato elaborato, analizzando la situazione precedente la pandemia, sulla base  dei dati resi disponibili dall’Istat a maggio 2020, in occasione della presentazione della  pubblicazione “Rapporto SDGs 2020. Informazioni statistiche per l’Agenda 2030 in Italia”.

 Il lavoro è stato poi integrato con un’appendice “SDGs e Covid-19” che introduce alcune  valutazioni sugli effetti della pandemia e del lockdown sugli obiettivi di sviluppo sostenibile.  Nella pubblicazione viene illustrata, con aggiornamenti annuali, la posizione di ogni singola  regione rispetto al complesso degli obiettivi di sviluppo sostenibile. 

Gli indicatori di sviluppo sostenibile assumono una configurazione più favorevole nelle regioni  del Nord-Est e la mappa regionale dello sviluppo sostenibile evidenzia una situazione  decisamente positiva per il Friuli Venezia Giulia. La Regione, infatti, manifesta una  distribuzione particolarmente favorevole dei 134 indicatori considerati dall’Istat, dato che il  27,6% si trova nella fascia più virtuosa, valore che sta al di sotto solo della situazione di  eccellenza delle province autonome di Bolzano e Trento (circa 48%) e della Valle d’Aosta  (41,7%). 

“Sono risultati da cui partire e non certo su cui adagiarsi. D’altronde il Friuli Venezia Giulia ha  impresso negli ultimi due anni una svolta decisa verso il raggiungimento di una piena economia  circolare e con il progetto Nipoti, che guarda appunto alle future generazioni, intendiamo  essere i primi in Europa a raggiungere, con cinque anni di anticipo il New Green Deal previsto  per il 2050”, ha affermato Scoccimarro.

Al Rapporto sul posizionamento Fvg sull’Agenda 2030 si affiancano i risultati di una  consultazione pubblica su tutto il territorio regionale finalizzata alla costruzione partecipata  della Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile. Anche questo documento è stato  approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore.  I questionari sono stati  somministrati e raccolti nel corso del 2020. La sezione rivolta ai cittadini ha restituito 4.111  questionari compilati. La fascia di età più rappresentata è quella dei 51-65 (32,4%) seguita  dalla 36-50 (28,4%), per cui quasi il 63% dei rispondenti è formato da adulti di età compresa  tra i 36 e i 65 anni. 

I tre temi prioritari per l’ambiente sono stati “La pubblica amministrazione deve essere la  prima a dare il buon esempio quando si parla di sostenibilità e tutela dell’ambiente” (95,6%),  “Cerco di compiere scelte che minimizzano l’inquinamento che produco, anche se ciò significa  spendere di più” (75,6%) e “Preferisco pagare di più l’energia purché prodotta da fonti  rinnovabili anziché pagare di meno l’energia prodotta da fonti fossili” (68%).

I tre temi più scelti per l’ambito dell’economia regionale sono risultati “L’industria  manifatturiera regionale va promossa tenendo conto del suo impatto su ambiente e società”  (86,4%), “Preferisco i prodotti dei piccoli agricoltori locali piuttosto che quelli delle grandi  produzioni intensive” (84%) e “Le imprese che inquinano troppo dovrebbero essere chiuse  oppure modernizzate, anche se ciò significasse pagare di più i loro prodotti” (82,1%).

I primi tre temi indicati per l’ambito società equa, inclusiva e paritaria sono risultati  “Personalmente ritengo che come società sprechiamo troppo cibo” (91,5%), “Sono  preoccupato dalla situazione lavorativa dei giovani (84,9%) e “La regione dovrebbe introdurre  politiche che riconoscano il valore del lavoro volontario domestico e di cura non retribuito, che  spesso grava sulle donne” (73,8%).

Nel caso di cambiamento climatico e rifiuti i primi tre temi indicati dagli intervistati sono  “Bisogna impegnarsi attivamente a produrre il minor numero possibile di rifiuti. Ad esempio  scegliendo prodotti non imballati, evitando la plastica e gli usa e getta” (95%), “Credo che la  regione debba incentivare e promuovere quelle aziende che fanno della sostenibilità la loro  bandiera, anche a discapito delle aziende che non sono sostenibili” (87,7%) e “Cerco sempre di  comportarmi in maniera che le mie azioni producano il minor inquinamento possibile” (86,5%).

L’ultimo ambito dedicato alle città sostenibili e sicure vede emergere nell’ordine “Non sopporto  quando viene costruita un’opera o un immobile che deturpa irrimediabilmente il paesaggio”  (85,4%), “Vorrei che nella mia città ci fossero più posti per fare jogging, scampagnate e stare  all’aperto” (61,2%) e “La giustizia a livello regionale non è efficiente, i processi sono troppo  lunghi e molto spesso le sentenze sono poco limpide” (42,5%).

l questionario rivolto alle imprese ha restituito indicazioni interessanti rispetto alla  consapevolezza delle aziende che lo sviluppo di un’economia attenta alle dimensioni ambientali  non costituisce un costo, ma un vantaggio conciliabile con gli obiettivi di crescita. Significativa  anche la valutazione sull’importanza dell’intervento pubblico da parte della Regione  nell’accompagnare la transizione ecologica delle imprese e la loro capacità di contenimento nel  consumo di risorse.

Infine l’indagine tra i Comuni (che ha interessato 211 enti su 215) ha rilevato la piena  consapevolezza degli amministratori del ruolo esemplificativo che il pubblico esercita sul  cittadino con le proprie scelte in campo ambientale. Gli amministratori esprimono anche  interesse alle tematiche del contenimento del suolo, alla valorizzazione del verde pubblico nei  centri urbani e alla promozione di un’economia verde. La consultazione pubblica è stata  condotta in collaborazione con l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (Arpa), le  Università di Trieste e di Udine e l’Agenzia per l’energia (Ape).

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