17/11/2018

“Chiudere il Brennero sarebbe come bloccare un’arteria: potrebbe causare un infarto economico e infliggerebbe un colpo al cuore del progetto europeo”.

La presidente di Confindustria Udine, commenta con preoccupazione la paventata chiusura del Brennero da parte del Governo austriaco.

“Poco meno di trent’anni fa – ricorda la presidente degli Industriali friulani – in Europa si abbattevano i muri. La mia generazione è cresciuta in questo contesto. Speriamo, dunque, che nessun nuovo muro, nessuna barriera, sia innalzata ai nostri confini. Da imprenditori siamo preoccupati per le conseguenze economiche, in termini di blocco o rallentamento delle esportazioni, che il ripristino delle frontiere comporterebbe. La nostra regione annovera la Germania e l’Austria tra i suoi primi mercati di sbocco, senza contare che i Paesi più prossimi sono anche la porta d’ingresso ai mercati di tutto il Nord Europa”.

“L’impatto economico di ogni provvedimento restrittivo dei liberi flussi di merci e persone – prosegue Anna Mareschi Danieli – è negativo. Ed è l’ultima cosa che serve a un Paese, il nostro, che vive di export e di turismo. Ogni chiusura o rallentamento, inoltre, costituirebbe un pericoloso ritorno al passato, in contrasto con i principi di libertà e di libero scambio sui quali è fondata Shenghen, che è una conquista di civiltà, non soltanto un volano per l’economia di mercato”.

“Il mondo dell’impresa – conclude la presidente di Confindustria Udine – è favorevole a un’Europa unita nella pace, nella solidarietà e nella prosperità, a uno spazio aperto alla libera circolazione dei cittadini, delle merci e delle idee quale presupposto irrinunciabile per la crescita economica”.

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