15/01/2021

Di Marco Mascioli

Storicamente era considerata arte la capacità di fare qualcosa, di produrre un oggetto, praticamente un artista, nell’antichità, era colui che oggi chiameremo “artigiano” (nel Medioevo esisteva la parola “artista” ma non la parola “artigiano”, identificato come qualcuno che eccelleva nel proprio mestiere, eseguiva opere a “regola d’arte”). La classificazione delle arti nella storia ha subito diversi cambiamenti, aggiornamenti e implementazioni. Si parlò delle sei arti classiche, finché il cinema divenne la settima arte. Poi aggiunsero la radio e la televisione come ottava arte e qualcuno si spinse oltre, definendo le seguenti forme: Pittura (inclusi il disegno, l’incisione e la grafica digitale); Scultura (inclusi l’oreficeria, l’arte tessile, l’arazzo e l’origami); Architettura; Fotografia; Scrittura; Fumetto; Arti uditive; Musica; Lettura (forma di letteratura); Arti audiovisive; Teatro; Cinematografia; Danza.  Effettivamente corretto pensare all’inclusione delle nuove forme d’arte che l’evoluzione, anche tecnologica, porterà all’attenzione. La domanda a questo punto dovrebbe essere cos’è l’arte, a che serve? 

L’arte rappresenta l’unica vera distinzione tra l’uomo e gli altri animali, gli altri esseri viventi che occupano il nostro pianeta. L’arte, in ogni sua forma è sempre essenziale per la vita, anche se alcuni non se ne rendono conto e la considerano superflua. Lo scopo dell’uomo non si limita alla sopravvivenza. Abbiamo bisogno di arte per vivere bene. Anche i più gretti, rozzi e primitivi hanno o vorrebbero una casa, con pareti dipinte, quadri, tende e anche questa è arte. Ascoltano la musica, magari di pessima qualità, nella loro automobile. Macchine che a loro volta avranno una forma accattivante, colorate, lucide o opache. Molti leggono libri, riviste, giornali o articoli su internet. Si lasciano rapire dalle storie dei fumetti, dei cartoni animati, dai film o da programmi televisivi. Insomma nessuno può dirsi veramente disinteressato all’arte, perché tutta la nostra vita è composta d’arte. Innegabilmente non tutti apprezzano ogni forma d’arte: alcuni non gradiscono la musica da camera, altri le sculture, oppure i gioielli, ma sicuramente qualche genere d’arte fa parte della loro vita. 

Gli artisti siamo soliti considerarli in due categorie principali: i professionisti e i dilettanti. In verità, pensando soprattutto ai danni economici causati dalle norme anti-Covid, dovremmo pensare anche a coloro che sono coinvolti dall’arte solo marginalmente, come i montatori di palchi per i concerti, i gestori di sale cinematografiche e teatri, tanto quanto gli artisti senza partita iva, chi dipinge e vende i quadri, scrive libri, chi suona nei locali, i ballerini, gli attori, i registi, le comparse e tanti altri che, sebbene non abbiano mai guadagnato tanto, riuscivano a sopravvivere grazie alle loro capacità artistiche.  

Oltre al danno la beffa, questi artisti e lavoratori nell’arte, come tanti altri lavoratori occasionali, seppur pagando tasse e ritenute d’acconto, quest’anno, con poche fortuite eccezioni nei mesi di libertà, non hanno guadagnato e neppure il governo ha provveduto a ristorarli in nessuna forma. Doppiamente derisi i giovani e meno giovani che hanno avviato un’attività da meno di un anno e, da temerari, hanno aperto una partita iva nel 2020, quindi non sono possibili raffronti con l’anno precedente. 

Per il momento non rimane che la speranza finisca presto questa pandemia, almeno da poter riprendere a guadagnare e l’ottimismo non deve mai mancare. 

Con un artista e docente d’arte stimato come Piero de Martin, che tra gioielli, sculture e altre opere materiche esposte in tutto il mondo, ma anche con la musica, non si è mai fermato nemmeno nel 2020. Aiutato anche dalla “dea bendata”, è riuscito a esporre i suoi lavori ed esibirsi con la Soul Orchestra in un nuovo spettacolo insieme a diversi artisti solisti come la lirica Monica Saronni, la chitarrista blues Chiara Domenghini, il cantautore Ennio Zampa, il country di Tony Masala e il liutaio Gianfranco Lugano che abbiamo sentito ad Ariis di Rivignano Teor nel parco di villa Ottelio Savorgnan. 

Piero de Martin ci racconta il suo 2020 che, oltre ai suoi impegni scolastici di laboratorio (quindi in presenza) e il suo lavoro di orafo e scultore, nonostante i vincoli, è riuscito a realizzare due eventi importanti durante l’estate con la Soul Orchestra: un concerto in Villa Ottelio Savorgnan di Ariis a Rivignano Teor (UD) ad agosto con la partecipazione di tanti artisti e di Vittorio Sgarbi, mentre a settembre un grande concerto per beneficienza nella Villa de Claricini Dornpacher a Bottenicco di Moimacco (UD). 

Dagli avvenimenti dello scorso anno, stanno germogliando nuovi progetti per i prossimi mesi. Ora è tempo di guardare al futuro, preparando nuove avventure e imprese per ripartire con vigore. L’arte rimarrà sempre l’unico scopo della vita dell’essere umano e tornerà il tempo per apprezzare chi sa regalarci emozioni e, speriamo per loro, giungerà il tempo di riconoscere gli sforzi degli artisti anche dal punto di vista economico. 

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