19/10/2017

“Amanti. Passioni umane e divine”, la mostra organizzata a Illegio dal Comitato di San Floriano, chiude con un exploit: 37mila persone hanno raggiunto il piccolo borgo tolmezzino che conta 360 abitanti.

Un incremento di presenze del 66% rispetto allo scorso anno, costituito per poco meno di un terzo da visitatori della regione, per più di un terzo provenienti da fuori regione e meno di un terzo dall’estero: da Austria, Baviera, Belgio ma addirittura dalla Svezia, con una prenotazione ad hoc di una comitiva attratta proprio dalla 13. mostra che ha esposto 42 opere, tra cui prestigiosi capolavori prestati da musei e collezionisti internazionali.

I dati e il bilancio della mostra sono stati resi noti dal presidente del Comitato di San Floriano, mons. Angelo Zanello, e dal curatore, don Alessio Geretti, alla presenza della presidente della Regione, Debora Serracchiani, e di Vittorio Sgarbi, “da sempre visitatore appassionato delle esposizioni di Illegio, un luogo piccolo dove – ha detto il critico – due sacerdoti hanno portato grandi idee”.

“Quella di Illegio – ha affermato Serracchiani – è una storia di successo, che dobbiamo fare conoscere e contribuire ad arricchire, e che racconta come si può promuovere eventi d’arte in un piccolo centro di montagna”.

Mons. Zanello ha ricordato le novità che quest’anno hanno accompagnato il grande successo della mostra: il corso di perfezionamento “Eikon. Iconografia e iconologia teologica”, attivato presso l’Università degli studi di Udine per l’anno accademico 2016-2017, l’allestimento del book shop, “reso possibile da un’alleanza tra impresa e mondo della cultura” e la presenza di una trentina di giovani guide, protagoniste di un percorso di formazione che ha lasciato “segni profondi”.

Per Geretti questo successo è il “frutto del lavoro di tanti anni, della propagazione di una fama positiva e anche di un tema che ha toccato corde particolarmente sensibili per la vita delle persone”.

“Ad Illegio si viene animati dall’esigenza di una meditazione non banale, un contatto con il bello che richiede concentrazione e impegno: alla fine del percorso i visitatori ci comunicano la percezione di aver ricevuto un bene prezioso”, ha evidenziato Geretti.

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