20/09/2018

Oltre 150 persone hanno preso letteralmente d’assalto l’hotel Là di Moret per l’evento gratuito “… e tu, mangi consapevole?” organizzato dalla biologa nutrizionista Marta Ciani e dalla psicologa Annalisa Poiana in collaborazione con il progetto Staresani della giornalista Irene Giurovich che ha moderato il meeting.

La sfida è quella di personalizzare sempre di più l’alimentazione, ‘tarandola’ sul soggetto. In che modo? Attraverso i test genetici – ha dichiarato la specialista Ciani – che sono alleati indispensabili per correggere le abitudini alimentari, conoscere intolleranze e sensibilità e, soprattutto, fornire al nostro organismo solo gli alimenti compatibili con il Dna.

Questa è la rivoluzione della genetica applicata alla nutrizione: il test genetico si esegue una sola volta nella vita, con un tampone salivare, perché il Dna non cambia! Quindi, è sufficiente soltanto un esame per tutta la vita in grado di farci cambiare in meglio, evitare alcune malattie e aiutare il processo di guarigione. Essere consapevoli di ciò che si introduce nel nostro corpo significa rispettare la regola dei 5 pasti al giorno – prediligendo alimenti a basso indice glicemico, cereali integrali, farine ‘antiche’ (farro, bulgur, avena, quinoa, miglio, cous cous), proteine vegetali, ovvero i legumi, frutta, verdura (evitando carne rossa e limitando in generale le proteine animali, inclusi latte, latticini e derivati) -, stare attenti all’associazione tra gli alimenti, dando spazio ai cibi potenziativi e ai super food come i semi, il cioccolato fondente, le spezie (come la potentissima curcuma con poteri antinfiammatori e lo zenzero…).

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I vantaggi? Prevenire le malattie che ci affliggono (di tipo cardio-vascolare, oncologico, diabetico, ma anche demenze senili quali Alzheimer e Parkinson, patologie autoimmuni etc) e le carenze vitaminiche, causa di molte malattie, tenendo così lontano le infiammazioni.

Determinante è anche l’idratazione, ha sottolineato la nutrizionista Ciani: “Il cervello non decodifica il senso di fame o di sete. Quindi, nel dubbio dobbiamo bere. Come? Spesso e sorseggiando acqua a temperatura ambiente, non gassata; si deve bere prima dei pasti e poco durante i pasti principali”. Saper leggere le etichette è un altro passo verso la consapevolezza: l’elenco degli ingredienti ci parla del prodotto; attenzione a non comprare prodotti contenenti coloranti (E101, E102 etc), additivi, zucchero, glucosio, saccarosio e grassi saturi. Attenzione anche a non lasciarsi trarre in inganno dalle scritte “senza glutine”, come pure “senza lattosio”: com’è possibile acquistare un prodotto – e purtroppo nel mercato abbondano – reclamizzato come privo di lattosio (che è lo zucchero del latte) quando il primo ingrediente è lo zucchero?

Sì a ricette semplici, realizzate con pochi prodotti e poco elaborate: ovviamente la maggior parte degli alimenti nei supermercati è già pronta, iper-elaborata, iper-calorica, piena di conservanti e additivi ed è realizzata con un mix di zucchero, sale e grassi dai quali poi la persona resta dipendente, come ha specificato Annalisa Poiana, psicologa esperta in terapie brevi di risoluzione dei disturbi alimentari.

La psicologa ha messo in guardia dalle presunte diete miracolose: da quella del kiwi, a quella del limone, da quella dell’aria (addirittura su una rivista era uscita una dieta dell’olfatto, ovvero annusare l’aria per dimagrire!) ad altre diete non scientifiche che illudono e basta, fino ad arrivare a quelle addirittura pericolose per la salute come la dieta iper-proteica o delle catene internazionali a struttura piramidale.

“L’elemento che accomuna alcune diete fai da te sul web o in tv è il fatto che funzionano ma per poco tempo. Questo però spesso basta ad illudere le persone circa la loro efficacia e ad esserne attratte. I consigli che vengono dati, anche quando potrebbero sembrare sensati, in genere non sono sostenibili a lungo e soprattutto non producono un reale cambiamento nello stile di vita della persona, nel modo di percepire il cibo e nel suo atteggiamento verso il proprio corpo e verso se stessa, tutti aspetti indispensabili per fare in modo che la perdita di peso si realizzi e si mantenga nel tempo”.

Il cibo sano, naturale, genuino è la vera medicina, come recitava il padre della medicina Ippocrate. Il cibo effettivamente sano ci sembrerà molto più buono e ne servirà molto di meno per saziarci, con l’ovvia conseguenza del contenimento del peso”. In questo modo si riuscirà a contrastare la fame-nervosa o la fame-emotiva: si ha realmente fame oppure soffriamo di vuoti (a volte inconsci) che pensiamo di saziare con il cibo? Oppure all’origine ci sono stanchezza, noia, nervosismo che pensiamo di scacciare mangiando di fretta e in modalità ‘riempimento-automatico’ dello stomaco? Chi mangia troppi grassi, ad esempio, lo fa in quanto il grasso rappresenta quella ‘corazza psichica’ nei confronti di problematiche affettivo-relazionali.

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