24/03/2019

Per il terzo anno consecutivo il Liceo Scientifico “Paolo Diacono” di Cividale del Friuli  ottiene risultati eccezionali al concorso nazionale “I Colloqui fiorentini” conquistando un secondo posto, dopo le due vittorie segnate nelle due edizioni precedenti. Nei giorni scorsi un gruppo di quattro studentesse della IV A e V A del Liceo è salito sul podio alla XVIII edizione del concorso nazionale dedicato quest’anno a Giacomo Leopardi, Ideato dall’associazione “Diesse – Firenze e Toscana”, in collaborazione con il MIUR – Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Al Palazzetto dello sport Mandela Forum di Firenze, le alunne della IV A e V A, Sofia Grassi, Marianna Mazzolini, Matilde Muzzolini e Letizia Scarfò, guidate dalla docente Luisa Gallizia, hanno ricevuto il secondo premio grazie alla tesina dal titolo “Bisognerebbe sempre sentire, sempre amare, sempre sperare – I molteplici volti di Leopardi tra il nulla e la speranza”.

Un format collaudato negli anni, quello de “I Colloqui fiorentini” che propone agli studenti un percorso di approfondimento sui maggiori autori della letteratura italiana volto a valorizzare le capacità espressive degli allievi delle scuole secondarie superiori. Il progetto attrae, anno dopo anno, un numero sempre maggiore di allievi; quest’anno erano presenti quasi 4000 studenti accompagnati da circa 450 docenti, provenienti da 179 istituti superiori di tutta Italia.

 L’elaborato delle studentesse del Liceo scientifico ‘Paolo Diacono’ di Cividale ha convinto la Giuria ed è stato considerato un lavoro che “costituisce un profondo e autentico incontro con l’opera e, attraverso di essa, con lo sguardo poetico di Leopardi; come tutti i veri lavori critici, possiede il dono di affacciarsi da una finestra specifica, capace però di offrire una suggestiva visione complessiva, grazie alla quale si desidera improvvisamente ripercorrere tesi e passi che già si conoscono alla luce del suo nuovo suggerimento. In questo caso, si tratta dell’attenzione rivolta a quella dimensione materiale e spirituale che in Leopardi si fa anche stile e si documenta nell’ordinamento dei versi stessi, un ambiente “capace di creare un’aura di mistero intorno a quanto esplicitamente detto dal poeta dando spazio all’interpretazione del lettore”: il vuoto come “luogo” privilegiato del silenzio.”

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