03/08/2021

“L’alba è il momento in cui qualcosa nasce e qualcosa muore, è il momento più vicino all’anima. Essere la colonna sonora di quel momento mi piace molto. Pensare poi che sia la mia musica a svegliare la mia città all’alba è un’emozione in più” così nei giorni scorsi il pianista compositore pordenonese Remo Anzovino aveva presentato l’attesissimo concerto all’alba sul fiume Noncello. Un concerto che entra di diritto nella storia musicale, culturale e sociale della città di Pordenone con 2mila persone che alle 5 del mattino hanno gremito l’Imbarcadero Marcolin trasformandolo in un anfiteatro naturale dove il suono magico del pianoforte di Anzovino si è mescolato solamente ai suoni eterni del fiume e della natura. Lo storico evento organizzato dalla Pro Pordenone e dalla Pro Loco, appuntamento di punta della “Festa sul Noncello” non è stato solo un concerto, ma un’esperienza dell’anima. A due anni dall’ultimo straordinario concerto nella sua Pordenone al Teatro Verdi, che registrò il tutto esaurito già in prevendita, l’esibizione del Maestro Anzovino, partita alle 5 in punto al sorgere del sole, è stata emozionante dal primo all’ultimo minuto. Dopo un breve ringraziamento dell’artista ricambiato dall’applauso davvero interminabile del pubblico, a grande richiesta Anzovino ha chiuso il concerto e salutato tutti con l’avvolgente e seducente “No Smile”. Il pianista pordenonese ripartirà in tour a fine mese, il 30 luglio con un concerto al Tuscia in Jazz Festival a Bagnoregio, il 5 agosto emigrerà in Croazia a Dubrovnik e poi ci sarà un doppio appuntamento in piano solo e con la band il 14 e 15 agosto al Garda Jazz Festival.

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