26/07/2021

L’ibis eremita, che da 400 anni non era più in grado di migrare, trova nell’uomo un alleato per riprendere le rotte migratorie dal luogo di riproduzione a quello di svernamento. Da Salisburgo in Austria al lago di Orbetello in Italia , passando per Codroipo, in Friuli. A guidare gli ibis uno staff di essere umani con deltaplani, camper, tende e furgoni…

Partiti dall’Austria, a nord di Salisburgo, con una settimana di ritardo a causa delle condizioni atmosferiche, sono giunti a Codroipo presso l’aviosuperficie Al Casale.
L’Ibis eremita è una specie migratrice che da circa 400 anni in Europa non era in grado di migrare autonomamente. Alcuni esemplari erano presenti solo all’interno dei giardini zoologici, la specie in natura era considerata estinta.
Per fondare delle nuove colonie migratorie era assolutamente necessario infondere ai pulcini d’ibis questo tipo d’informazione. A tale scopo, fino a sedici piccoli presi dalle popolazioni presenti negli zoo, sono stati allevati direttamente da due genitori umani, dai quali prendere esempio. Da quel momento in poi gli uccelli seguono i loro genitori adottivi ovunque, anche se uno di questi si sedesse su un deltaplano a motore e volasse davanti a loro. Gli uomini assumono il ruolo dell’adulto esperto e possono condurre i giovani uccelli nella rotta verso lo svernamento. Nel 2011 per la prima volta vi è stata l’evidenza che questo ciclo è stato trasmesso tra gli uccelli e un anno dopo, il primo Ibis eremita, allevato da genitori naturali, avendo appreso la rotta da altri adulti esperti, un anno dopo il medesimo ibis, ha fatto da guida ad altri suoi simili. Questo processo è necessario per ogni nuova colonia.
Ogni uccello ha bisogno di essere guidato la prima volta dall’area riproduttiva a quella di svernamento, poi troverà la via del ritorno autonomamente quando sentirà la necessità di riprodursi, che può essere anche dopo alcuni anni.
In mancanza dei genitori, sono gli uomini che, dopo aver vissuto insieme con loro sin dalla nascita, possono insegnare la strada per raggiungere l’area più adatta per trascorrere la stagione fredda. I membri del Waldrappteam, parte del LIFE+ Project Management Team, i genitori “adottivi”, li accompagnano all’oasi WWF della Laguna di Orbetello, in Toscana, un’area protetta, in provincia di Grosseto.
Se bracconieri e cacciatori lo consentiranno, al momento giusto sapranno ritrovare la strada per l’Austria da soli, ma saranno monitorati costantemente grazie a trasmettitori GPS con i quali possono essere seguiti anche con un Applicativo per telefonini.
Questo stormo di umani che hanno adottato gli Ibis per reinserirli in natura, grazie a un progetto promosso dall’Unione Europea, oltre ai deltaplani a motore, hanno camper, tende, furgoni e tutto il necessario per organizzare il trasferimento con alcune tappe tra cui quella Al Casale in Medio Friuli dove ogni anno trovano ospitalità per tutto il gruppo.
Marco Mascioli

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