18/11/2019

I cinquant’anni della Barcolana sono stati festeggiati il 20 dicembre dalla Società Velica di Barcola e Grignano . I padri fondatori della Società Velica di Barcola e Grignano – due impiegati, due commercianti, due meccanici, un ferroviere, un portuale, un insegnante, un imprenditore edile e un medico – hanno creato cinquant’anni fa un sodalizio che oggi è il Circolo velico con il maggior numero di tesserati FIV in Italia: 2098 nel 2018.

“La SVBG – ha dichiarato il presidente Mitja Gialuz – è una società che ha nel suo codice genetico l’obiettivo di rendere la vela uno sport non elitario, ma accessibile a tutti. E la Barcolana, per il suo spirito e le sue caratteristiche, non fa che promuovere e testimoniare l’essenza della SVBG….crediamo profondamente nello sport, nei suoi valori di inclusione, sappiamo e vogliamo continuare ad essere un circolo solidale, unito, coeso e capace di lavorare in squadra”.

In occasione dei festeggiamenti, il presidente Gialuz ha ripercorso, oltre alla genesi della Barcolana, i grandi momenti che hanno caratterizzato la storia della società: dall’impegno per ottenere la concessione per usufruire degli spazi del terrapieno di Barcola fino alla costruzione e poi all’ampliamento della sede, i successi della giovane generazione di velisti negli anni Ottanta, fino alla consacrazione degli atleti della SVBG ai massimi livelli della vela mondiale.

“Il nostro Albo d’oro – ha detto Gialuz – è scolpito su una targa di ottone in sede che serve a ricordare la grande emozione che ci pervade ogni volta che un nostro atleta sale su un podio: in quel preciso momento tutti noi sappiamo di aver adempiuto al nostro compito, aver aggiunto un tassello di storia alla nostra società. E ogni nostro atleta, salendo quel podio, prova la stessa sensazione: di averlo fatto per l’onore, la storia e la passione della SVBG”.

“Alla SVBG – ha concluso il presidente Mitja Gialuz – va un ringraziamento e un augurio. L’augurio è che la SVBG continui a navigare come in questi primi cinquant’anni. Con umiltà, capacità di innovare e un’etica di gruppo che è stata sapientemente tramandata di generazione in generazione”.

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