19/12/2018

La dodicesima edizione di Gusti di Frontiera a Gorizia si è chiusa abbattendo un’altra frontiera: quella dei cinquecento mila visitatori con un incremento dei consumi del trenta per cento.Tra i numerosi ospiti anche il presidente della Repubblica slovena, Borut Pahor,che è passato a sorpresa, in visita privata, nel padiglione dalla pluricampionessa di sci Tina Maze.
Gusti di Frontiera, Pahor 021 (Medium)
La formula enogastronomica multietnica lanciata da Gusti di Frontiera, che fa di questo evento tra i più gettonati tra quelli organizzati nel nord est italiano, ha senz’altro ancora margini di crescita ma ora diventa necessaria una riflessione su quali vette puntare. Vinta la scommessa dei numeri e se ne possono fare anche altre di scommesse su questo versante con buona percentuale di vittoria, rimane da capire in che modo su queste alte cime quantitative ci si rimane, allontando i rischi di rotolare giù, come accaduto in varia misura per altri popolarissimi eventi, dalla mitica Udine pedala alla stessa Friuli doc. Gusti di frontiera coinvolge l’intera città di Gorizia :quest’anno 19 borghi geotematici in sedici strade e sei piazze con 368 operatori provenienti da trenta paesi del mondo.

Ed ecco che a bocce ferme, arrivano i primi tentativi di mettere in sicurezza ma anche di mettere a frutto il patrimonio Gusti di Frontiera….che deve diventare- secondo il vicepresidente del Friuli Venezia Giulia Sergio Bolzonello – sempre di più un festival, in modo da affiancare alla festa di popolo anche una riflessione culturale. E gli fa eco il sindaco di Gorizia, che incanala i suoi commenti secondo questa prospettiva, intenzionato a trasformarlo definitivamente in un festival dell’enogastronomia e delle culture di confine, esaltando questo aspetto anche attraverso rassegne musicali, concerti.
Ad onor di cronaca quest’anno uno sforzo in questo senso è stato fatto, organizzando dibattiti e confronti nel salotto del gusto ( 17 eventi con 4000 partecipanti e 71 tra ospiti,moderatori e intervenuti) e chiamando a testimoniare nomi noti delo star system come Cracco e la Parodi.
IMG-20150926-WA0047 (Medium)
La domanda che si pone…fino a che punto è opportuno culturalizzare questo evento nelle tradizionali forme? fino a che punto vale la pena creare una o più arene per il confronto, l’informazione e l’educazione? Gusti non è il festiva “E’ storia, o Pordenonelegge o Vicino Lontano, dove il pubblico si incardina totalmente negli eventi culturali, si sposta per incontrare la cultura. Gusti è soprattutto un grande evento di aggregazione popolare che ha il suo comune denominatore nel piacere di stare insieme, di incontrarsi, del fare massa, fino alla perversione di rimanere imbottigliati a passo di lumacha nei paurosi ingorghi umani che immancabilmente si sono formati in ogni accenno di restringimento delle vie o nei punti di snodo negli incroci stradali. Tutti lì a fare muro, anche con carrozzine e pargoli allucinati.

Questa atmosfera ha fatto e fa di Gusti di Frontiera quello che è oggi. Se sia possibile innestare virtuori percorsi culturali che possano in qualche modo non coinvolgere solamente una minoranza di persone rispetto alla massa, è la domanda da porsi. Probabilmente è possibile, al di là dei salotti patinati, chiamando proprio gli operatori economici ad impegnarsi su questo fronte, stimolandoli ad attrarre il pubblico non solamente con i profumi e i colori ma con una più incisiva azione informativa su caratteristiche e storia dei prodotti e delle pietanze.

Rimane comunque prevalente la matrice della festa, che può ancora crescere in una dimensione veramente transfrontaliera oltrechè internazionale , ampliando l’evento su Gorizia, Nova Gorica e S.Peter, ben al di là della sperimentalità che fino ad ora ha portato oltre l’ex confine solamente poche decine di stand.

Sul piano organizzativo va detto che Gusti di Frontiera è il risultato di un grande lavoro di cui può fregiarsi l’amministrazione comunale goriziana. I numeri stanno lì a confermarlo anche se permane qualche sbavatura. Per esempio la scarsa cartellonistica stradale per identificare i borghi e segnalare i servizi. Non si può pensare di affidare tutto alle piantine e alle app. In macro eventi come Gusti….vale sempre il cartellone frequente e posizionato in ogni dove da porre in evidenza sopra le teste della marea umana soprattutto le indicazioni a chiare lettere per i servizi di emergenza sanitaria e per i servizi igienici.

Bumbaca Gorizia         2.09.2015   Inaugurazione Gusti di Frontiera      Fotografia di Pierluigi Bumbaca

Bumbaca Gorizia 2.09.2015 Inaugurazione Gusti di Frontiera Fotografia di Pierluigi Bumbaca


Per esempio noi, volutamente distratti, non abbiamo trovato tracce evidenti di cartellonistica che indicasse i servizi igienici e Quando scappa…scappa…e quindi tocca entrare in un bar per andare al bagno: frustrante per l’esercente quanto per il cliente. Dopo aver incassato dei no, siamo stati fortunati con la simapica Sara ( negozio di alimentari e degustazione in piazza Camillo Benso conte di Cavour) ripagata da noi con ottime tartine al crudo e calici di buon vino. Ma in un negozio si dovrebbe entrare spinti dalla curiosità e non dall’impellenza…( ndr:i servizi igienici in realtà erano a poca distanza ma senza nessuna indicazione cartellonistica che guidasse verso essi).

Per concludere in positivo, come si merita Gusti, vanno sottolinate tra i tanti spunti, le magiche atmosfere che si sono respirate in via Rastello, una delle più antiche di Gorizia. Allestimenti creativi, simili a veri e propri a set cinematografici per ricavare osterie in negozi, androni e cortili medievali.
Nel gradimento del pubblico senz’altro uno degli scorci goriziani che ha avuto più successo. Peccato che il ritorno alla normalità corrisponda alla “chiusura di quegli spazi”.

GFB

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