17/09/2019

Venerdì 10 maggio, a Martignacco (UD) nel centro commerciale Città Fiera, hanno festeggiato con anticipo la data nazionale del 12 maggio che l’ordine degli infermieri di Udine ha deciso di celebrare con un pomeriggio di eventi per avvicinare l’universo degli infermieri alla comunità. 

Non avevamo dato troppa fiducia a questa scelta perché in una giornata feriale, alle tre di pomeriggio, non pensavamo ci sarebbe stata tanta gente. Invece l’evento è stato un successo incredibile, che pochi sarebbero riusciti a generare se non lei: la “cabarista Catine”.

La sanità non funziona senza infermieri e lo sappiamo tutti, proprio per questo messaggio hanno voluto lanciare  dall’OPI di Udine (Ordine delle Professioni Infermieristiche) in questa giornata di festa. Far riflettere sull’importanza della figura dell’infermiere nella comunità. Ospite d’eccezione la bravissima Catine, protagonista con un nuovo spettacolo dedicato appositamente agli infermieri dal titolo “Dove vai senza infermiere?”. Come di consueto la “cabarista” ha saputo coinvolgere il pubblico con satira capace di cogliere l’attenzione di tutti.  

Ad aprire la manifestazione nella piazza del Rondò al piano terra del centro commerciale Città Fiera, è stato il presidente dell’OPI Udine Stefano Giglio. Che come suo solito non ha sfruttato l’occasione per lamentarsi e piangersi addosso, bensì ha voluto sottolineare il valore del loro operato in qualsiasi struttura ed espresso la speranza si possa contare in futuro di una costante crescita del personale infermieristico sia dal punto di vista numerico, sia della professionalità. 

Oggi vediamo agire l’infermiere attivamente su più fronti: cure domiciliari come libero professionista, nei centri di turismo, sulle navi, se non in uffici pubblici, in grandi industrie, nei tribunali, nelle Università, oltre naturalmente negli ospedali e strutture sanitarie di ogni livello. L’infermiere è un professionista, ha un profilo specialistico e un codice deontologico, improntati sull’autonomia e la responsabilità, consegue il proprio status mediante una laurea accademica e ha possibilità di carriera e di formazione post base. 

Però non è sempre stato così. Molti ricordano e credono attuale, la figura dell’infermiere che aveva la terza media e un paio d’anni di superiori e buona parte della sua professionalità derivava solamente dall’esperienza fatta sulla pelle dei pazienti. L’anzianità era l’unico requisito per stabilire la gerarchia. Fortunatamente da diversi anni, l’evoluzione formativa ha suscitato un’importante consapevolezza professionale negli operatori. Grazie a leggi che hanno fornito nuove prospettive con l’istituzione del profilo professionale, è avvenuto un enorme cambiamento. Oggi l’infermiere è promotore di progetti, consegue obiettivi, s’interfaccia con altre figure o strutture professionali e riconosce l’importanza di lavorare in équipe con una dimensione propria, pur mantenendo le caratteristiche peculiari del prendersi cura, dell’assistere, con sensibilità, al dolore, alla sofferenza, ai bisogni dell’assistito. 

Nell’immaginario collettivo la figura dell’infermiere è ancora un po’ confusa e molti di noi pensano platonicamente all’infermiere con immagini goliardiche sorte alcuni decenni fa. 

Il ruolo fondamentale rivestito dal presidente dell’Opi Udine, Stefano Giglio, in occasione della festa degli infermieri, è consistita proprio nel favorire la metabolizzazione del mutamento. Cosa che a lui riesce benissimo, essendo pienamente cosciente e capace di descrivere lo status attuale degli infermieri. 

Il loro è senza dubbio l’Ordine più numeroso in Italia con 447 mila professionisti, eppure nella stragrande maggioranza dei casi rimangono all’ombra, offuscati da immagini proiettate dai ricordi. La giornata dell’infermiere è diventata quindi momento di celebrazione, occasione per parlare della professione infermieristica. Solo l’OPI di Udine, conta 4097 iscritti e tra loro ci sono tanti appassionati di musica che in occasione di questa giornata, hanno dedicato un momento di condivisione con la comunità, anche per esprimere i loro pensieri musicali, canori e artistici, in un momento di festa.

Marco Mascioli 

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