26/05/2018

A Gemona ha ritirato il premio Gamjun assegnato dal Laboratorio internazionale della comunicazione alla Fondazione Barilla Center For Food&Nutrition che con il suo Protocollo di Milano ha ispirato la Carta di Milano dell’Expo 2015.

Il premio è per le“proposte responsabili” della Fondazione, ha motivato il direttore del Lab, Emanuela DeMarchi, che è anche esempio di” tre parole del futuro: responsabilità, sostenibilità, solidarietà”.

Guido Barilla presente oggi (martedì 28 luglio) per ritirare nella suggestiva e affollatissima sala Botton del municipio di Gemona il Premio Gamajun International Award-Premio Bruno De Marchi, nato 24 anni fa per “ratificare scelte di virtuosità”, che il Laboratorio della comunicazione di Gemona quest’anno ha deciso di attribuire alla Fondazione Barilla Center For Food & Nutrion.

Un lungo applauso dei 90 giovani del Lab, arrivati per studiare italiano in Friuli da 32 Paesi, e dei tanti convenuti per l’evento, ha incoraggiato il presidente della Fondazione e del Gruppo Barilla, una tra le 250 aziende di beni di consumo più influenti al mondo, ad andare avanti.

“È un premio non solo alla Fondazione, ma un riconoscimento dato in onore di chi da un secolo ha creduto che il cibo sia una cosa veramente seria”, ha affermato allora Barilla, indicando alcuni obiettivi strategici attorno al tema del cibo e di una nutrizione sostenibile.

“Il cibo deve tornare al cento delle agende in modo serio e strutturato – ha sottolineato -. Il cibo in passato è stato all’origine di guerre e se questo importante tema non sarà gestito in futuro creerà grossi problemi”.

Il Laboratorio internazionale della comunicazione, che dal 1980 ogni anno arriva in Friuli Venezia Giulia portando un centinaio di studiosi di italianistica di tutto il mondo ad approfondire la lingua italiana anche affrontando questioni di grande attualità, quest’anno ha incentrato i suoi oltre venti giorni di lavoro attorno a “Vocazioni d’Italia: cibo, gusto e paesaggio”, concludendo così nell’anno dell’Expo un percorso triennale.

In questo contesto, dopo che nel 2013 ha premiato con il Gamajun Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, quest’anno il Lab ha puntato sulla Fondazione Barilla, fondata nel 2009 per essere un centro di pensiero e di proposte attorno ai grandi temi legati all’alimentazione e alla nutrizione nel mondo.

Nel 2013 ha dato vita al Protocollo di Milano, un documento che ha ispirato la Carta di Milano, l’eredità di Expo 2015 che sarà consegnata al Segretario generale dell’Onu, Ban Ki Moon.

Le grandi questioni sul tappeto e le prospettive future sono stati affrontati in mattinata da Barilla insieme ai giovani del Lab in due ore di appassionato confronto e sono stati due studenti a consegnargli la targa con l’insegna del Gamajun: Pxithwi Raj Chanhan, arrivato dall’India, e Lucy Njuguna, proveniente dal Kenya.

Premio alla Fondazione Barilla per le sue “proposte responsabili”, ha affermato il direttore del Lab, Emanuela DeMarchi, leggendo la motivazione del riconoscimento. “Nell’economia della conoscenza, il valore si concentra sulle idee – ha proseguito – e la Fondazione Barilla è luogo di idee, punta a mettere in comune, unire, comunicare, ma anche a partecipare e a far sapere”.

Un profilo, dunque, che sostanzia “le tre parole del futuro”, cioè “responsabilità, sostenibilità e solidarietà”. Da Gemona, attraverso il Lab, ieri dunque si è contribuito a scrivere una pagina della grande agenda dell’Expo 2015, poiché “il cibo e la nutrizione devono diventare un linguaggio nuovo”, ha concluso DeMarchi.

Presenti alla consegna del Premio il delegato del rettore di Udine, la professoressa Maria Cristina Nicoli, l’assessore regionale all’Agricoltura, Cristiano Shaurli, l’assessore provinciale di Udine Beppino Govetto, il presidente della Fondazione Crup, Lionello D’Agostini, e il sindaco di Gemona, Paolo Urbani.

Unanime il plauso per l’accento che il Lab ha posto su un tema considerato “cruciale” e che richiede per essere affrontato in modo efficace, è stato detto, un lavoro sinergico della ricerca, della politica, delle istituzioni, del volontariato e di ogni singolo cittadino.

“E un ruolo fondamentale – ha concluso Barilla a margine del suo intervento – è quello dei media, che devono avere la capacità di comprendere, approfondire e informare le persone sui problemi legati all’alimentazione.

Il Lab prosegue la sua attività fino al 14 agosto e venerdì 31 luglio, alle ore 18.45 presso la Casa degli Stimmatini a Gemona, ospiterà il procuratore aggiunto a Reggio Calabria Nicola Gratteri, il quale presenterà il suo nuovo libro “Oro Bianco” (sui grandi traffici di cocaina nel mondo) e si confronterà con il pubblico.

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