18/01/2018

A Gorizia, nella simbolica piazza della Transalpina, si è  tenuto l’evento di lancio dei progetti di investimento del Gect Go, Gruppo di Cooperazione territoriale, formato dai tre comuni che si affacciano sull’ex confine tra Slovenia e Italia.

L’evento, denominato “L’Europa che vogliamo. Il libro bianco sul futuro dell’Europa: quali impatti avranno i futuri scenari sulle politiche transfrontaliere”, segna l’avvio delle azioni pilota dei progetti parco transfrontaliero Isonzo-Soca e costruzione di un network di servizi sanitari transfrontalieri (cofinanziati dal programma Interreg Ita-Slo 2014-20), la prima esperienza europea di attuazione di una strategia cross border integrata, attuata nell’ambito delle politiche di coesione.

71721_2VitoGo28nov17All’evento hanno partecipato  il presidente della Slovenia, Borut Pahor, i sindaci di Gorizia, Rodolfo Ziberna, di Nova Gorica, Matej Arcon, e di Sempeter-Vrtojba, Milan Turk, nonché del presidente del Gect Go, Robert Golob e l’0qssessore della regione Friuli Venezia Giulia, Sara Vito, la quale ha definito questo incontro importante  sia dal punto di vista politico sia tecnico per fare in modo che l’esperienza innovativa del gruppo europeo di cooperazione territoriale Gect Go riesca a compiere passi corretti e diventi così un modello di riferimento a livello comunitario,
Vito ha specificato che “il Gect Go, con la collaborazione dei Comuni di Gorizia, Nova Gorica e Sempeter-Vrtojba, si sta dimostrando un’esperienza di primo piano con  due progetti di assoluta rilevanza, finanziati ognuno con 5 milioni di euro  In quest’ultimo ambito, in particolare, con la valorizzazione del fiume Isonzo ciò che una volta era un simbolo di divisione oggi diventa un importante corridoio ecologico”.

Sottolineando la forte collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia, Pahor ha spiegato che “con la coesione tra Gorizia e Nova Gorica stiamo creando qualcosa che non ha simili in tutta Europa”.  Inoltre, affrontando il delicato argomento del recente antieuropeismo diffuso in molti Paesi,  Pahor ha chiarito che “dobbiamo affrontare i pregiudizi e collaborare per trovare soluzioni innovative a problemi che altrimenti sarebbero irrisolvibili”.

IL progetto sviluppato dal Gect Go si pone l’obiettivo di restituire il fiume alle città attraverso interventi di miglioramento dell’accessibilità, l’incremento dell’attrattività turistica a fini ricreativi e la costruzione di un brand identificativo capace di intercettare anche flussi di visitatori non locali.

Il progetto porterà quindi alla realizzazione di una rete transfrontaliera comune di percorsi ciclabili e pedonali che formerà un parco urbano transfrontaliero per accrescere l’attrattività   turistica e per  migliorare la mobilità sostenibile della popolazione.
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Il progetto costruzione di un network di servizi sanitari transfrontalieri si pone, invece, l’obiettivo di migliorare la fruizione e le performance dei servizi sanitari e socio-sanitari nel territorio del Gect Go mediante un percorso pilota d’integrazione dei servizi e delle strutture sanitarie dell’area transfrontaliera.

L’iniziativa prevede la costituzione di equipe congiunte transfrontaliere negli ambiti medici della salute mentale, dell’autismo e della gravidanza, nonché la creazione in via sperimentale di un centro unico per le prenotazioni (Cup) condiviso dai servizi sanitari italiano e sloveno.

Al fine di proporre un’integrazione con l’ambito socioassistenziale, il progetto  dedicherà un’azione ai servizi ed agli interventi transfrontalieri per l’inclusione sociale delle fasce deboli della popolazione.

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