28/11/2020

Nel 2020 ricorre l’anniversario beethoveniano i 250 anni dalla nascita di Ludwig van Beethoven:  un anniversario che non può essere dimenticato a causa di una pandemia. 

Con questo spirito ed intraprendenza la FVG Orchestra  ha messo a punto  un’iniziativa  che ha  raccolto l’adesione di  tutti i principali teatri della regione. 

 Sui palcoscenici salirà una rosa di solisti  e direttori d’eccellenza con il sostegno della Regione e  della Fondazione Friuli, per eseguire dei concerti a sala chiusa, ascoltabili in streaming  gratutitamente, collegandosi al sito dell’orchestra.

 “Beethoven ha condizionato positivamente la musica e la sua fruizione fino ai nostri giorni, non  solo per il modus compositivo, ma anche per il pensiero filosofico legato alla musica e alla  diffusione della musica stessa. Simbolo di una Europa dei popoli, di una terra unita dalla cultura e  guida artistica in quel periodo del mondo intero, può essere oggi da sprone per una ripartenza non  solo musicale della nostra regione”. Lo ha detto   a Udine il direttore artistico della Fvg Orchestra,  Claudio Mansutti, illustrando in una video conferenza il progetto monotematico dedicato a Ludwig  per “riempire un vuoto di suoni in presenza” grazie alla collaborazione con grandi artisti nazionali  ed internazionali. Alla presentazione in videoconferenza sono intervenuti l’assessore regionale alla  Cultura, Tiziana Gibelli, il presidente della Fvg Orchestra, Paolo Petiziol, e il presidente della  Fondazione Friuli, Giuseppe Morandini. 

 Il programma di ciascun concerto sarà commentato online dall’esperto musicologo Alessio Screm. 

 IL cartellone dei concerti prenderà avvio  il  14 novembre alle ore 21 dal Politeama Rossetti di  Trieste con  il Concerto n. 5 per pianoforte e orchestra in mi bemolle maggiore, op. 73  “Imperatore” e la Sinfonia n. 4 in si bemolle maggiore, op. 60 con Federico Colli al pianoforte e  Paolo Paroni alla direzione.

 Ancora Paroni, direttore ospite principale della FVG Orchestra, salirà sul podio per il secondo  streaming, questa volta dal Teatro Comunale di Monfalcone il 15 novembre sempre alle ore 21. In  programma Coriolano, Ouverture in do minore op. 62, “Ah, perfido!” scena ed aria per soprano ed  orchestra, op. 65 con la celebre interprete Annamaria Dell’Oste e infine la Sinfonia n. 5 in do  minore op. 67. 

Nel corso del successivo weekend, trasferimento virtuale al Teatro G. Verdi di Gorizia, dove sabato  21 novembre alle ore 21 si potrà godere il Concerto n. 3 per pianoforte e orchestra in do minore,  op. 37 e la Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore, op. 55 “Eroica”, con il solista Alessandro Taverna  al pianoforte per la direzione di Massimiliano Caldi. Domenica 22 novembre, dal Teatro G. Verdi di  Pordenone (ore 21) ancora Beethoven con il Concerto n. 4 per pianoforte e orchestra in sol  maggiore, op. 58 solista il celeberrimo solista Andrea Lucchesini e, a seguire, la Sinfonia n. 7 in la  maggiore, op. 92 con la direzione di Filippo Maria Bressan, uno dei pochi direttori italiani a essere  sempre invitato a dirigere orchestre e compagini di massimo prestigio, quali l’Orchestra e il Coro  dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, l’Orchestra e  il Coro del Teatro La Fenice di Venezia. 

L’ultima pozione di questo balsamo “toccasana”, ha annunciato il direttore artistico Mansutti, “ci  verrà somministrata dal Teatro Giovanni da Udine sabato 28 novembre, sempre alle 21, e in  questo caso protagonisti saranno i musicisti del Trio di Parma (Alberto Miodini al pianoforte, Ivan  Rabaglia al violino, Enrico Bronzi al violoncello), che eseguirà il Triplo Concerto in do maggiore  op.56 e l’Ottava Sinfonia in fa maggiore op. 93. Il Trio, invitato dalle più importanti istituzioni  musicali in Italia e all’estero, ha collaborato con importanti musicisti come Vladimir Delman, Carl  Melles, Anton Nanut, Bruno Giuranna, Simonide Braconi, Alessandro Carbonare, Eduard Brunner e  Guglielmo Pellarin, e ha effettuato registrazioni radiofoniche e televisive per la RAI e per  numerose emittenti estere. 

 “Progettare e programmare sono attività essenziali per il settore culturale e lo sono ancora di più  nel conteso pandemico e per il post-Coronavirus. Plaudo all’iniziativa che da un lato celebra i 250  anni dalla nascita di Ludwig van Beethoven e, dall’altro, risponde al bisogno di cultura che,  assieme all’attività fisica, rappresenta una parte fondamentale della vita dell’uomo”. Lo ha detto  l’assessore regionale alla Cultura, Tiziana Gibelli, 

Gibelli ha voluto evidenziare come “l’iniziativa  colmi un po’ il vuoto di proposte della regione nel 250. anniversario beethoveniano” ed ha anche  ricordato il percorso nato poco più di un anno fa con l’orchestra regionale, plaudendo alla crescita  dei musicisti “la cui musica è espressione di un mutato positivo  stato d’animo”. 

Fra le esperienze  adottate in questo periodo pandemico, che rappresenteranno per l’assessore un retaggio positivo  e utile per il futuro, Gibelli ha menzionato l’uso delle nuove tecnologie “che hanno consentito non  solo il contenimento della pandemia ma anche di allargare la partecipazione del pubblico”.    

 Il presidente della Fvg Orchestra Paolo Petiziol ha ringraziato il direttore artistico per “aver messo  in piedi un programma eccellente in piena pandemia: uno spirito di iniziativa che mi ha stupito e  inorgoglito come presidente”. Poi ha rivolto i doverosi ringraziamenti ai direttori artistici e ai  presidenti dei principali teatri della Regione, sottolineando, inoltre,   che per l’orchestra si augura  “di fare tutto quello che sarà possibile per promuoverla nei mesi prossimi”.

Il presidente della Fondazione Friuli, Giuseppe Morandini, ha evidenziato come questo progetto  “sia la testimonianza della resistenza culturale di questa regione e anche la prova di una grande  forza dell’orchestra che è in grado di rivolgersi al pubblico sempre con grandi idee innovative e  con la capacità di creare rete”. Infine Morandini ha affermato che la Fondazione cerca di essere in  ogni modo vicina al mondo dello spettacolo dal vivo in questo momento difficile, “che può essere  però l’occasione – ha rilevato – per ripensare il sistema delle realtà culturali della nostra regione  in modo nuovo, investendo nelle eccellenze che faranno da traino alla ripartenza – ha precisato –  ed evitando le tante, troppe sovrapposizioni del passato e la dispersione di risorse”.

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