25/04/2018

Le avverse condizioni meteo-climatiche che si sono avute nel 2015 hanno pesantemente condizionato la qualità dell’aria in Friuli Venezia Giulia. E’ questo in sintesi ciò che emerge dal report dell’Agenzia regionale per la Protezione dell’ambiente del Friuli Venezia Giulia (Arpa). Il report dell’Arpa evidenzia, infatti, che la qualità dell’aria nel 2015 ha presentato un andamento in contro tendenza rispetto al quinquennio precedente, soprattutto per quanto riguarda le polveri sottili che, in passato, avevano mostrato una tendenza alla lenta diminuzione. Le PM10 hanno superato il limite dei 35 giorni con polveri superiori ai 50 microgrammi/m3 in una fascia della pianura occidentale (Pordenonese e fascia confinaria col Veneto) e in una limitata porzione della Bassa Friulana. Le aree con superamento dei limiti interessano poco meno del 30 per cento della zona pianeggiante del Friuli Venezia Giulia. Come per le polveri sottili, anche per l’ozono nel 2015 si sono avuti diffusi e frequenti superamenti dei limiti, dovuti principalmente alle forti ondate di calore che si avute nel corso dell’estate dello scorso anno. Migliore risulta essere la situazione per gli ossidi di azoto, il benzene, gli ossidi di zolfo e il monossido di carbonio.

Un inquinante che merita particolare attenzione è il benzo[a]pirene, una sostanza che si origina nelle combustioni inefficienti. Questo inquinante sulla pianura del Friuli Venezia Giulia ha raggiunto livelli molto prossimi al valore obiettivo previsto dalla normativa, pur senza superarla (rispettivamente, 0,8 e 0,9 nanogrammi/m3 come media annua nel Pordenonese e nella pianura udinese). Questo inquinante si produce dalla combustione della legna, soprattutto quando non controllata, o in impianti, anche domestici, obsoleti; si produce anche in alcuni cicli industriali, come ad esempio negli stabilimenti siderurgici, in prossimità dei quali si possono registrare valori più elevati.

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