10/12/2019

La fiducia e i ricavi del terziario sono in calo in Friuli Venezia Giulia, con una situazione però diversificata tra commercio al dettaglio, in difficoltà, e turismo, in buona salute. Lo evidenzia l’indagine congiunturale sul terzo trimestre della Confcommercio Fvg in collaborazione con Format Research. 
Il contesto è di un deterioramento delle imprese Fvg da luglio a settembre: -32 dell’agricoltura, -45 dell’industria, -129 del terziario. Nel dettaglio, il saldo delle imprese del terziario è negativo in tutte le province, fatta eccezione per Pordenone (+10, mentre Gorizia -9, Trieste -34, Udine -96). Evidente il contributo negativo del commercio, specialmente al dettaglio. «Il settore paga una pressione fiscale troppo elevata e una burocrazia asfissiante che frenano, oltre ai consumi, anche la propensione all’innovazione», commenta il presidente regionale di Confcommercio Giovanni Da Pozzo.
«I dati, purtroppo, non stupiscono – aggiunge l’assessore regionale alle Attività produttive e al Turismo Sergio Bini –. L’Italia vive una perdurante fase di difficoltà economica, con situazioni politiche interne e di congiuntura internazionale che condizionano le esportazioni. Per il rilancio del Paese è urgente una seria manovra nazionale. Come giunta ci siamo adoperati per sostenere i diversi comparti iniettando importanti risorse e lavorando su modifiche ai regolamenti e nuove norme. Il ddl Sviluppo Impresa sarà di ulteriore stimolo per l’economia, a partire dalla riforma dell’accesso al credito».

Negli ultimi due anni, informa Format Research, si è registrato un calo del numero di operatori del commercio al dettaglio pari al -1,5%, un dato analogo a quello nazionale (-1,6%). Dall’altra parte, spiccano le performance delle imprese del turismo, che costituiscono l’unico comparto a reggere l’urto del fenomeno della desertificazione delle imprese negli ultimi 24 mesi. Gli operatori della ristorazione e delle strutture ricettive del Fvg fanno rilevare il segno “più” in termini di imprese attive sul territorio e sono cresciute del +10% nell’ultimo decennio.

CONGIUNTURA ECONOMICA (FVG)

In Fvg la fiducia delle imprese del terziario nel terzo trimestre appare dunque eterogeneo, sia per quel che riguarda la composizione per settore di attività economica, sia per quanto concerne la struttura delle imprese e il territorio di residenza: le imprese del commercio (specialmente quello al dettaglio) sono quelle che fanno segnare il più basso livello di fiducia al 31 dicembre. Di contro, le imprese del turismo mostrano un indicatore ben superiore alla media. Le imprese di dimensioni più piccola (fino a 9 addetti) evidenziano il livello di fiducia più contenuto, a dispetto delle imprese più strutturate (oltre 49 addetti) che ostentano maggiore ottimismo. Le imprese che operano nel territorio di Gorizia influenzano negativamente i risultati dell’intera regione (basso livello di fiducia), contro le migliori performance dell’indicatore a Udine, Pordenone e Trieste.

Il clima di fiducia “basso” è in parte spiegato dall’insufficiente andamento dei ricavi, strettamente legati all’insoddisfacente livello della domanda interna. La stagnazione dei consumi registrata a livello nazionale si riflette anche sul territorio Fvg, con gli operatori del terziario che non si mostrano fiduciosi in vista dell’ultima parte del 2019. La previsione circa l’andamento dei ricavi a fine anno è in flessione: l’indicatore congiunturale è pari a 37,8, quasi cinque punti in meno soli due anni.

Confortante, al contrario, il dato relativo all’andamento dell’occupazione, che fa segnare un leggero miglioramento nelle previsioni al 31 dicembre (indicatore pari a 47,7 contro la precedente previsione di 45,8). È tuttavia necessario evidenziare come, ad un miglioramento dell’indicatore congiunturale, non corrisponda conseguentemente un aumento del numero degli occupati (il “monte ore” lavorato è pressoché invariato negli ultimi due anni). Ciò che è migliorata è la qualità del lavoro, con un crescente numero di contratti stabili a fronte di un decremento dei rapporti di lavoro precario.

DOMANDA E OFFERTA DI CREDITO (FVG)

Nel terzo trimestre 2019 si registra una sostanziale invarianza nel rapporto tra banche e imprese del terziario del Fvg. Sono stati il 27,5% gli operatori del commercio, del turismo e dei servizi che si sono recati in banca per chiedere un fido, un finanziamento o la rinegoziazione di un fido o di un finanziamento. Di questi, il 48,5% ha ricevuto interamente il credito richiesto, il 20,3% ha ottenuto il credito con un ammontare inferiore a quello desiderato, l’11,7% si è visto negare la richiesta, circa il 20% è ancora in attesa di una risposta. Tuttavia, quando viene concesso, il credito è soggetto a condizioni giudicate più rigide secondo l’opinione delle imprese del terziario del Fvg.

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