26/05/2018

Fa il suo ingresso a Casa Cavazzini, museo permanente d’arte contemporanea di Udine, un’opera di Mirko Basaldella, finora non visibile al pubblico. La Fondazione Friuli ha concesso in comodato d’uso gratuito il disegno preparatorio che il grande artista di origine friulana fece per la cancellata maggiore del mausoleo delle Fosse Ardeatine.

Il disegno – ha commentato il sindaco di Udine Furio Honsell – fa parte di quei materiali che hanno portato alla realizzazione di una delle opere più significative ed anche simboliche dell’antifascismo e della barbarie del nazi-fascismo. All’interno del museo è visibile anche il modello in scala l  dell’opera alla quale il disegno si riferisce.

Il Presidente della Fondazione Friuli D’Agostini ha ricordato come sia dovere dell’ente preservare, custodire e rendere fruibile al pubblico il patrimonio artistico, acquisito dall’antico Monte di Pietà di Udine, dalla Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone, da donazioni di privati e da acquisti diretti, un’eredità importante del popolo friulano.

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I fatti storici che hanno determinato la genesi del disegno di Mirko prendono il via il 23 marzo 1944 in via Rasella, nella Roma occupata dai tedeschi, quando i partigiani italiani in azione nella capitale organizzarono un attentato in cui persero la vita 33 soldati tedeschi.

La rappresaglia fu immediata e durissima: 335 italiani furono catturati in città e trasferiti nelle cave di Pozzolana sulla via Ardeatina a Roma e lì barbaramente trucidati.

Nell’immediato secondo dopoguerra, a liberazione avvenuta, il Comune di Roma stabilì di bandire un concorso per la costruzione di un mausoleo che ricordasse la vicenda, passata alla memoria storica come l’eccidio delle Fosse Ardeatine. A vincere il concorso per la realizzazione delle cancellate di accesso fu proprio Mirko Basaldella (insieme a Francesco Coccia) . Il bozzetto presentato inizialmente subì, per volontà del suo artefice, alcuni ripensamenti e modifiche che suscitarono non poche polemiche pubbliche e la presa di posizione di alcuni critici di fama nazionale che si spesero per la sua attuazione.

Il disegno, di proprietà della Fondazione Friuli e oggi presso Casa Cavazzini, rappresenta proprio il frutto di questa elaborazione creativa e la “prima idea”, quella ancora bidimensionale, del cancello fuso in bronzo che permette l’accesso al mausoleo romano.

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Mirko ha attinto a una dimensione completamente astratta che gli ha permesso di innalzare il caso specifico a livello di esempio universale trasformando l’episodio unico in un dramma umano di portata generale.

Fuori da ogni retorica, il cancello di Mirko si struttura su un intreccio di linee curve e rette, intersecate da tondi – unico rimando ai corpi umani – che richiamano ed esprimono efficacemente l’idea della violenza, dell’angoscia e della forza bruta che si abbattono sull’uomo non appena il sonno della ragione abbia prodotto i suoi mostri.

Nell’opera e nella sua progettazione, l’artista sviluppa quanto, nella seconda metà degli anni Quaranta, egli stava mettendo in pratica sulla scorta delle suggestioni post-cubiste che percorrevano l’arte italiana ed europea in quel periodo.

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