24/11/2020

Il capoluogo del Medio Friuli, grazie all’intraprendenza dell’amministrazione comunale e la disponibilità degli alpini, ha presentato un altro punto d’attrazione turistica di notevole importanza. Sino a pochi anni fa sconosciuto e invisibile, dopo sei anni di pulizie straordinarie, disboscamento e potature, hanno riportato alla luce e alla vista il Forte di Beano.

Realizzato all’inizio del secolo scorso allo scopo di difendere il resto dell’Italia dall’invasione straniera attraverso il fiume Tagliamento, ha subito diverse trasformazioni durante le due guerre mondiali. Grazie agli studi di alcuni storici e appassionati, abbiamo oggi l’opportunità di conoscere con quanta meticolosa tecnica militare fu realizzato. Sei postazioni per cannoni su 360 gradi con relative riservette, dotate di emisferi in acciaio, impianti di carrucole all’interno con binari sul tetto per il rifornimento delle armi, canalizzazione per il ricambio naturale dell’aria all’interno, torretta d’avvistamento e balistiche, stanze, uffici e tutto il necessario per sopravvivere (presumibilmente anche un’area dedicata alle visitatrici).

Il lungimirante sognatore Fabio Marchetti, allora Sindaco di Codroipo al primo mandato, nel marzo 2015 mi accompagnò sulla strada che dalla Pontebbana porta a Beano, di fronte l’ingresso dell’aeroporto militare di Codroipo, per farmi vedere un gruppo di alpini al lavoro. Stavano ripulendo l’area che attorniava questo fortino, forte o castelliere. In verità non si vedeva nessun fortino, solo alberi e sterpaglie e a quel tempo avevano già tagliato tantissime piante, partendo dalla strada. Allora mi descrissero i lavori che avrebbero fatto, la recinzione, il ponte e la pulizia degli interni, allo scopo di ridare splendore a un sito di rilevante importanza storica, che in futuro sarebbe potuto diventare un nuovo punto d’interesse sotto molteplici aspetti.

Sinceramente fui piuttosto incredulo, non scorsi altro che un paio di costruzioni che, al massimo, ricordavano la miseria del dopoguerra ma, solo dopo alcuni anni, scoprii che in realtà ciò che vidi allora, erano solo le costruzioni concernenti il corpo di guardia e le stalle, presumibilmente risalenti a epoche ben successive. Nel 2015 solo le foto satellitari potevano lasciar intravedere una struttura imponente, giacché il cemento non aveva consentito alla vegetazione di attecchire più di tanto.

L’immane lavoro degli appartenenti ai gruppi ANA (Associazione Nazionale Alpini) della Sezione di Udine, principalmente di Codroipo, Beano, Bertiolo, Gradiscutta di Varmo e Grions di Sedegliano insieme all’aiuto ricevuto da uomini e mezzi della Protezione Civile di Codroipo. Era il 17 maggio del 2014 quando fu ufficializzata la creazione del Comitato Centenario prima guerra mondiale zona Medio Tagliamento, tra i Comuni di Bertiolo, Camino al Tagliamento, Codroipo, Sedegliano e Varmo e proprio in quell’occasione, nel salone del consiglio di Codroipo, fu nominato presidente del comitato il dottor Pierino Donada. Ex sindaco di Codroipo (dal 1982 al 1992), già dirigente scolastico preside delle scuole medie Bianchi di Codroipo, storico appassionato e profondo conoscitore del territorio e delle sue vicende. Pierino Donada ha la capacità di descrivere qualsiasi evento con il giusto distacco, dando sempre enfasi all’opera dell’uomo. Indiscutibilmente la scelta migliore nel 2014, confermata dalle entusiastiche parole di tutti i presenti per il lavoro svolto, anche nel Forte di Beano.

Sabato 20 aprile è stato inaugurato con l’apertura e la presentazione al pubblico e alle autorità, oltre Pierino Donada, il presidente della Sezione ANA di Udine Dante Soravito De Franceschi, il consigliere regionale Franco Mattiussi, il Sindaco di Bertiolo Eleonora Viscardis, di Camino al Tagliamento Nicola Locatelli, di Codroipo Fabio Marchetti e il capogruppo al Senato Luca Ciriani, oltre a tantissimi alpini e rappresentanti delle altre forze armate. Tutto come previsto, con un ordine, precisione e schieramenti allineati e compatti. Quello ha lasciato davvero stupiti è stata invece la massiccia presenza di “civili”, cioè persone interessate a scoprire il Fortino di Beano, senza apparenti legami col mondo militare, sebbene molti concittadini siano caduti durante le guerre in questo luogo, per cui potrebbero sentirlo vicino.

Codroipo ora vanta una serie di punti d’attrazione che potrebbero davvero valere la pena di una visita della durata di alcuni giorni. Partendo da sud abbiamo il museo delle carrozze e dei giocattoli a San Martino di Codroipo, poi Villa Manin e il suo parco secolare, quindi il Parco delle Risorgive, oasi naturalistica con le sue peculiarità sia dal punto di vista della fauna, sia della flora, il centro città con piazza giardini e il museo archeologico all’interno delle antiche carceri, l’aeroporto a Rivolto di Codroipo con le Frecce Tricolori e il 2° Stormo, il museo del vino presso la cantina Pittaro e per finire con la scoperta del Forte di Beano.

Ancora non sappiamo quali saranno gli orari d’apertura al pubblico e quali strutture di contorno saranno installate nel sito, ma l’amministrazione sta già lavorando per realizzare un complesso di elementi che potranno attrarre persone di tutte le età. Gli alpini da parte loro hanno messo a segno un gran bel lavoro e si sono già impegnati a mantenerlo fruibile in futuro, perché la natura non riprenda il sopravvento sulla storia. Il Sindaco Fabio Marchetti esperira` una ricerca di un soggetto (associazione o ente) che gestirà la manutenzione ordinaria in cambio dell’utilizzo. 

Marco Mascioli

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