03/08/2020

Oltre 50 gli appuntamenti tra concerti dal vivo e online che includono la seconda  edizione di Parole e musica tra libri e letture sceniche, i concorsi e le premiazioni con il  Premio alla Carriera e il Premio Cesa rivolto ai nuovi talenti della world music.  

Folkest gode degli importanti riconoscimenti e patrocini dell’UNESCO, del Ministero per  gli Affari Esteri della Repubblica Italiana, del Mibact – Ministero delle Belle arti e della  Cultura della Repubblica Italiana, del Ministero della Cultura della Repubblica di  Slovenia, della Presidenza della Regione Friuli Venezia Giulia, della Fondazione Friuli, dell’ARLeF, dei Comuni di Spilimbergo, Udine, Capodistria, Auronzo.

 Folkest è più di un festival, si tratta di un continuo work in progress che va da gennaio  a dicembre, 365 giorni l’anno che ogni estate, ininterrottamente dal 1979, porta la  buona musica, quella degli artisti veri e dei giovani talenti, in tutto il Friuli Venezia  Giulia. Oltre 50 appuntamenti tra concerti dal vivo e online che includono la seconda  edizione di “Parole e musica” tra libri e letture sceniche, i concorsi e le premiazioni con  il Premio alla Carriera che verrà annunciato più avanti e la disputa del Premio Cesa  rivolto ai nuovi talenti della world music. Ma Folkest si fa anche libro con la recente  pubblicazione di Lungje, Po’!.

 “Durante il lockdown il festival si è fermato come tutti riflettendo sui possibili futuri  sviluppi, sull’uso creativo della tecnologia, sulle possibilità offerte dai più recenti mezzi  di comunicazione -ha commentato il direttore artistico Andrea Del Favero, durante la  conferenza stampa dii presentazione alla quale hanno participato l’assessore alla  cultura del comune di Udine, Fabrizio Cigolot e il  sindaco di Spilimbergo, Enrico  Sarcinelli – e alla fine si è sdoppiato, anzi, addirittura triplicato, legandosi ancor più al  territorio della regione Friuli Venezia Giulia, con tutti quei luoghi che nel corso di oltre  quarant’anni di scorribande sonore hanno segnato la storia di un festival che ha aperto  la strada alla world music internazionale e a un moderno concetto di promozione  turistica, che sposasse l”evento culturale con un luogo ad alta, e spesso inespressa,  vocazione turistica”.

Quest’anno dunque Folkest ha deciso di dare di più e puntare sul territorio nazionale con  una cinquantina di gruppi coinvolti per oltre 50 appuntamenti live nel consueto  appuntamento estivo in 27 diversi comuni dal 17 settembre al 5 ottobre – con una serie  di anteprime nel mese di agosto ad Auronzo di Cadore, a Capodistria e in provincia di  Udine – ma anche online: Folkest Suona con concerti registrati durante il mese di luglio  che saranno pubblicati sui canali social e andranno in onda su Udinese Tv. Un’altra  sezione virtuale contiene videomessaggi e piccole interviste da parte dei musicisti  realizzati durante il lockdown per Folkest Online – Sounds over distances, un archivio di  ricordi sul festival e sui nostri territori visti da coloro che negli anni sono stati presenti  in regione.

Folkest online – Sounds over distances  si è tenuto in pieno periodo di chiusura per  Covid, con molti degli artisti, noti e meno noti, da tutto il mondo, che si sono spesi a  raccontare le loro esperienze a Folkest, spesso divertenti, talvolta buffe, forse inusuali,  mai banali. Ricordi di momenti di grande musica che tutti loro ci hanno regalato nel  corso dei quarant’anni di scorribande sonore.

Con “Folkest suona” i più interessanti musicisti acustici del Friuli Venezia Giulia si sono  esibiti in questo periodo in alcune delle più affascinanti ambientazioni, da Polcenigo a  Pulfero, da Tramonti a Duino, da Pradibosco a Gorizia. “Abbiamo cercato di dare il più  possibile una risposta lavorativa dilatata lungo tutto il periodo estivo ai nostri musicisti –  spiega il direttore artistico Andrea Del Favero – ovviamente nei limiti delle possibilità  economiche del nostro festival, perché crediamo sia un importante segnale di speranza,  fiducia e motivazione”. I concerti saranno messi online sui canali social e su Udinese Tv  a partire dal mese di agosto.

Una serie di cartoline, video e sonore, da tutti i paesi solitamente toccati dalla nostra  carovana estiva, sul tipo di quelle cartoline anni Quaranta e Cinquanta, spesso opera di  significativi fotografi dell’opera (Brisighelli su tutti), con tipiche ambientazioni  dell’epoca e con quella leggera patina di kitsch che le hanno rese negli anni significativi  oggetti da collezione, come ci ha insegnato il  grande maestro Gillo Dorfles, che proprio  a Spilimbergo ebbe grandi estimatori e collaboratori.

Folkest in Cadore

 Un progetto speciale dedicato alla promozione della musica e alle tradizioni locali, con  un ampio sguardo a un allargato orizzonte sonoro, fatto di stimoli e contaminazioni.  Avevamo l’ambizione di supportare l’amministrazione comunale nella creazione di un  grande evento a Misurina, ma è solo rimandato, anche questo al 2021. Quest’anno invece, il primo giorno di agosto ad Auronzo di Cadore si esibiranno il progetto Dalle Alpi  alle Pampas con i due spettacoli Il viaggio di Miguel e il Quinteto Porteño, mentre l’8  agosto toccherà a Lune Troublante e Green Waves, e il 17 agosto sarà la volta  della pièce teatrale e musicale La luce e le mani, sulla figura di Tina Modotti.

Folkest a Capodistria

Molti sono stati i grandi artisti che si sono esibiti nel capoluogo istriano grazie all’AIAS e  a Folkest: da Joan Baez ad Angelo Branduardi, Joe Cocker, Goran Bregovic, Ron, Roberto  Vecchioni, PFM, Shel Shapiro e moltissimi altri, facendo diventare gli eventi  capodistriani una delle piazze principali di Folkest.

Due sono gli appuntamenti che quest’anno si terranno nello spazio della Taverna in  piazza Carpaccio il 22 agosto, con gli istriani Le C@tene e Perpetuum Mobile, mentre il  23 agosto I Nomadi, tra i miti della musica italiana, sempre grazie alla collaborazione  della CAN Capodistria e del Comune di Capodistria, supportati dal Ministero della Cultura  della Repubblica di Slovenia.

Folkest a Udine

Udine ha sempre rappresentato uno dei fulcri dell’attività di Folkest. Quest’anno  scenderà dal castello per proporre negli spazi cittadini uno spettacolo dedicato alla  storia del lavoro friulano sulla Transiberiana, Irkutzk,  Stazione di Irkutzk, in  programma l’11 agosto in piazza Venerio a Udine e una riflessione su un artista friulano  di grande spessore, un poliedrico personaggio che nella prima metà del Novecento ha  segnato la vita culturale del Friuli con la sua presenza, Tita Marzuttini, al quale sarà  dedicato il progetto Tite Grison che verrà presentato in piazza Venerio il 31 agosto e  replicato a Cussignacco il 3 settembre, in collaborazione con l’Associazione Progetto  Musica e il festival Nei suoni dei luoghi; un concerto su tematiche a cavallo tra il mondo  classico e popolare, con Lino Straulino e La sedon salvadie e il gruppo Kujacustic.

Folkest e il territorio, i concerti in regione

Dopo le anteprime agostane di Folkest in Cadore e Folkest in Istria, lo svolgimento del  festival nelle sale e in piccoli spazi urbani del Friuli Venezia Giulia avverrà dal 17  settembre al 5 ottobre. L’integrazione tra proposta culturale e proposta artistica rivolta  a un turismo culturale di profilo medio-alto sono da sempre il fiore all’occhiello di  Folkest, insieme con il grande rapporto instaurato con tutti gli organizzatori. Il festival  avrà inizio con una serata a tema con cena e prenotazione all’Antica Taverna di palazzo  D’Attimis a Maniago (che vivrà altri importanti apputamenti di Folkest): un’idea nuova  per questo festival, in un luogo di grande fascino e grande prestigio, dove si potrà prima cenare e poi partecipare a un autentico evento musicale, abbinando un’eccellenza della  musica folk con le grandi eccellenze gastronomiche che la nostra terra sa offrire.

In linea con le disposizioni ministeriali, sarà necessaria ovviamente la prenotazione per  presenziare a tutti gli spettacoli di Folkest 2020. Informazioni sulle prenotazioni  saranno fornite in seguito.

Folkest e il sociale

Da quest’anno Folkest collabora con un affascinante progetto di turismo accessibile in  alta quota, Il volo degli angeli, abbinato alla valorizzazione del territorio a livello  turistico, inediti piatti con prodotti tipici locali ad alto tasso di bontà e creatività abbinati  ai concerti di musica folk di Folkest. Visti i problemi contingenti, per quest’anno il  progetto sarà limitato a soli tre giorni, nella speranza di poterlo ampliare nel 2021 ad  un’intera settimana.

Folkest a Spilimbergo

Si concluderà a Spilimbergo, che di Folkest è la casa, nelle due prestigiose sedi del  Teatro Miotto, per le fasi musicali, e il salone di Palazzo Tadea per Parole e Musica.

La prima serata sarà dedicata a Neri Marcorè con Edoardo De Angelis in un’inedita  versione teatrale di un dialogo musical culturale tra due amici di lungo corso.

Largo spazio sarà dato al Premio Alberto Cesa, che vanta per l’artista vincitore una  significativa dotazione grazie al Nuovo Imaie, per la realizzazione di una tournée. E poi  tutta una serie di grandi artisti del folk, dalla regina della musica della Sardegna, Elena  Ledda (direttrice artistica del Premio Parodi, lo ricordiamo), il siciliano Francesco Giunta  (in collaborazione con il festival Frattempi – i segni del tempo), i Suonno d’ajere,  splendidi vincitori del Premio Cesa nel 2019 e la Fanfara Station, trionfatori del Premio  Parodi 2019. Senza dimenticare Silvio Orlandi che dedicherà un omaggio alla grande  ghirondista Michelle Fromentau, recentemente scomparsa, esibendosi su una stupenda  ghironda del Berry che proprio l’artista francese scelse perché fosse regalata a  Spilimbergo per il gemellaggio tra la cittadina del mosaico e la città di George Sand, La  chatre.

Premio Alberto Cesa

I finalisti del premio Alberto Cesa 2020 sono:

Bratiska – Italia

Calimani – Toscana

Carlo Pestelli – Piemonte

Little Train Band – Italia

Mesudì – Italia

Musica Spiccia – Italia

Politikos – Grecia/Italia

Violoncelli Itineranti ft. Ana Pilat – Italia/Slovenia/Croazia

I seminari di Folkest

Quest’anno in collaborazione con l’Associazione Gottardo Tomat di Spilimbergo, si terrà  nella cittadina del mosaico uno straordinario seminario sulla vocalità mediterranea,  eccezionalmente tenuto da Elena Ledda, la “voce della Sardegna”, una delle più grandi  artiste della world music mondiale.

Folkest e Operaprima-Wien

Da tre stagioni Operaprima-Wien presenta in Italia progetti di opere liriche che mirano a  coinvolgere un’intera comunità (nello specifico quella di Pozzuolo del Friuli) per mettere  in scena titoli del repertorio italiano. È il tentativo di orientarsi allo spirito della  tradizione italiana che vedeva il teatro d’opera al centro dell’attività culturale cittadina  del ‘700-‘800.

L’associazione Operaprima-Wien si è costituita nel 2011 sull’esperienza di  Opernwerkstatt Wien che nella capitale austriaca è stata promotrice di spettacoli  d’opera all’aperto, nel centro di Vienna, proponendo spesso titoli inusuali per i cartelloni  dei teatri della città.

Dal 2018 Operaprima-Wien è presente in regione Friuli Venezia-Giulia con una nuova  serie di produzioni del repertorio lirico italiano. Nel 2019 è stato presentato il Don  Pasquale al quale, nell’edizione 2020, seguirà l Elisir d’amore di Gaetano Donizetti.

Da quest’anno anche Folkest collabora con Operaprima-Wien condividendone gli intenti  di coinvolgimento delle realtà del territorio e della distribuzione di proposte culturali.

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