24/04/2018

Il Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico “Fogolâr Civic” e il Circolo Universitario Friulano “Academie dal Friûl” salutano con favore l’insediamento del nuovo Governo austriaco che, invece di spingere verso la separazione dell’Austria da un’Unione Europea sempre più criticabile, si propone, al contrario, a dar retta alle dichiarazioni, di contribuire a riformare l’Unione stessa. Austria “neoeuropeista”, quindi? “Questa sembra essere l’Austria che vorremmo noi euroregionalisti mitteleuropei : un’Austria di nuovo ago della bilancia in un’Europa Centrale di cui la nostra Aquileia fu culturalmente prima madre e regina” afferma il presidente dei due sodalizi, prof. Alberto Travain.

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In merito, poi, al proposito del nuovo governo di Vienna di dare la cittadinanza austriaca a Tedeschi e Ladini del Sudtirolo, le due organizzazioni culturali friulane si dichiarano favorevoli. “Una doppia cittadinanza non è né affatto un crimine o una novità. In questo caso, – commenta il presidente sociale – una cittadinanza riferita allo Stato attualmente imperante sul proprio territorio e una legata al Paese di cui per secoli quello stesso territorio fu parte – e a favore del quale la popolazione locale ebbe a battersi con grande valore – , non divide affatto, anzi riaccosta i popoli e armonizza le coscienze, unisce ulteriormente le genti della nostra Mitteleuropa, cent’anni or sono ultimo baluardo di comunità plurinazionale al centro di un Continente poi dilaniato dai nazionalismi. Se al giovane cancelliere Kurz venisse l’idea di creare una corsia preferenziale per l’accesso alla cittadinanza austriaca destinata a tutte le popolazioni un tempo soggette all’Austria imperiale e territori connessi, non sarebbe affatto da considerarsi un atto ostile nei confronti dei Paesi vicini, bensì, nel nome della memoria, l’abbraccio di un’antica patria veramente europea alla difesa delle cui bandiere gli antenati di tanti Italiani, Polacchi, Croati, Cechi, Ungheresi, Rumeni, Slovacchi, Ucraini, Bosniaci, Sloveni di oggi veramente diedero ‘beni e vite’, come un tempo ricordava l’inno, nella versione nella lingua di Dante”.

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