25/11/2017

La provincia friulana si conferma area privilegiata di transito per i traffici illeciti e direttrice strategica per i trafficanti di prodotti derivati dal petrolio che, per sottrarsi al pagamento delle imposte, tentano sempre più frequentemente di far passare per olio combustibile miscele invece impiegabili per l’autotrazione – accompagnandone il trasporto con documentazione falsa – approfittando, in molti casi, della congestione del traffico commerciale per eludere i controlli comunque presenti ai valichi di frontiera.

Nei giorni scorsi, un convoglio, composto da due autocarri con targa polacca, è stato intercettato dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Udine che, per scoprirne la vera destinazione, ne hanno seguite le tracce sino ai confini della città di Roma, dove i due mezzi si sono separati. Mentre un camion è stato, quindi, passato “in consegna” ai Finanzieri capitolini, giunti a supporto, l’altro è stato monitorato fino ad un piccolo centro della provincia, dove, nascostosi in una piazzola privata, è stato sorpreso nell’atto di scaricare il rilevante carico – pari a 28.000 litri di simil-gasolio – in un’altra autocisterna, incaricata, a sua volta, di trasferirlo in un deposito commerciale della zona.

L’autista e le due persone sopraggiunte sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria per contrabbando di prodotti soggetti ad accisa, essendo ogni miscela destinata all’autotrazione comunque soggetta al pagamento dell’imposta. Altri due trasporti analoghi sono stati intercettati dai Finanzieri della Compagnia di Tarvisio, che, sulla linea di confine, hanno individuato e sequestrato due autocarri carichi, complessivamente, di 52.000 litri di una miscela di oli combustibili, idonea, anche in questo caso, ad essere impiegata nell’autotrazione. I due autisti sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Udine. Le indagini mirano, ora, alla ricostruzione delle filiere di approvvigionamento e distribuzione. L’impegno del Comando Provinciale di Udine conferma, ancora una volta, l’attenzione rivolta dal Corpo alla repressione di tutte le forme di illecito economico finanziario specie quelle più perniciose per l’incolumità pubblica – la miscela contrabbandata non è infatti sottoposta ad alcun controllo e può provocare danni tanto alla salute quanto ai motori – e per le casse dello Stato e dell’Unione Europea, impoverite, entrambe, dai mancati introiti dell’IVA e delle accise gravanti sui prodotti trafficati.

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