14/10/2019

La fiera di Pordenone, qualche anno fa, riusciva a perdere anche un milione di euro negli anni dispari, a causa della cadenza biennale di fiere di successo che la fiera organizza negli anni pari. Disavanzo che poi si è gradualmente ridotto grazie ad una oculata gestione ai meno 390 mila euro del 2017. IL 2018 vede un fatturato di 6,5 milioni con un utile di oltre 500 mila euro, grazie a 31 eventi fieristici di cui nove rivolti al BtoB.

Il bilancio della Fiera è stato approvato dall’assemblea dei soci, che annovera Comune di Pordenone, Uti del Noncello, Camera di Commercio di Pordenone Udine e Intesa San Paolo. Il calendario annuale è arrivato a comprendere 15 eventi organizzati direttamente dalla fiera con 27 dipendenti sepcializzati, che sono riusciti a coinvolgere 4mila espositori e 230 mila visitatori. La fiera potrebbe puntare al pareggio di bilancio in breve tempo ma si comporta come un’azienda sana che guarda agli investimenti per migliorare le strutture, come il nuovo ingresso per la fiera, e affinare le strategie, aumentando l’internazionalizzazione e lanciando nuove iniziative fieristiche come Navaltech, salone per la navalmeccanica, per il quale si auspica lo stesso successo di Sicam e Coiltech. Una fiera anche collegata al territorio con i Fuori saloni, eventi culturali portati nel centro di Pordenone e con la possibilità di intervenire come service con propri allestimenti negli eventi esterni. Sono in agenda anche investimenti nel potenziamnto del software gestionale. Una fiera, quindi, che non avendo mai chiesto ripianamenti di perdite o iniezioni di denaro al settore pubblico, come hanno fatto altre realtà, diventa interessante anche per nuovi soci che, per il consiglio di amministazione potrebbero assorbire anche il 30 per cento dellacompagine societaria .All’evento di presentazione del bilancio, IL presidente della fiera Renato Pujatti ha detto chiaramente che l’obiettivo del pareggio non deve penalizzare gli investimenti e quindi il futuro della fiera stessa, che dovrà essere performane, duttile, veloce e professionale, centro internazionale di affari ma anche al servizio del territorio…

RENATO PUJATTI. Presidente Fiera di Pordenone (guarda il servizio audiovideo)

Il sindaco di Pordenone Ciriani, presente in qualità di socio di riferimento , ha voluto sottolineare che la fiera, come anche tutte le altre partecipate del comune, produce utili, riducendo così il suo saldo negatino, guardando nel contempo non solamente al pareggio ma ad una crescita imprenditoriale rimasta al netto di investimenti pubblici mai chiesti a differenza di altre realtà fieristiche ora andate in crisi a causa della riduzione delle iniezioni di denaro pubblico. Il fatto di aver resistito con forze proprie aumenta per la la fiera di Pordenone la capcità di attrarre investimenti privati.

Il presidente dell’unione industriali di Pordenone Michelangero Agrusti ha parlato di successo del modello Pordenone al servizio delle imprese, e la fiera , nell’ambito di questo modello, ha saputo cogliere asset strategici adeguati a disegnarne il futuro.

Sull”aspetto specifico di un intervento della fiera di Pordenone nella crisi di quella Udine e Gorizia sia Ciriani che Pujatti hanno detto che Fiera Pordenone oggi è una spa e non più un ente e questo la indirizza a non fare matrimoni con i morti ma sulla base di parametri economici ed industriali e non politici. Accordi si possono fare ma non fusioni per mettere solamente in comune i debiti: sarebbe un’operazione tanto pericolosa quanto illogica. In questo momento l’unica fiera operativa che possa avere diritto a definirsi regionale è quella di Pordenone.

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