22/07/2018

Intervenendo alla conferenza stampa in materia di comunicazione di genere “Femminicidio: le parole da non dire”,l’assessore a Formazione e Pari opportunità del Friuli Venezia Giulia, Loredana Panariti   ha sottolineato la necessità di “continuare a investire  sull’educazione culturale perché le parole sono la base della cultura e quindi usare i termini giusti permette di raccontare le storie delle vittime. Bisogna rafforzare l’educazione sentimentale delle persone, a partire dalle scuole, e su questo fronte il ruolo dei media è importante”.  “Per contrastare la violenza di genere e il femminicidio è fondamentale puntare sulla formazione sia per le nuove generazioni sia per i giornalisti che devono usare i termini che le donne hanno scelto per rappresentare l’omicidio di una di loro proprio perché donna”.Rimarcando che la violenza sulle donne “è un fenomeno di primo piano e il termine femminicidio non deve essere usato perché mediaticamente d’impatto ma perché dietro di esso si trova un percorso lungo più di vent’anni, quando le donne hanno deciso di nominare questa molto triste realtà per rendere visibile il fenomeno, spiegarlo e potenziarne la prevenzione”.

Un tema ripreso dalla presidente della Commissione regionale per le pari opportunità tra uomo e donna, Annamaria Poggioli, la quale ha spiegato che “la maggior parte delle violenze psicologiche, verbali  economiche e fisiche  si verificano all’interno delle mura domestiche   e spesso culminano anche nella nostra regione nei femminicidi, come dimostra il fatto che nella sola provincia di Pordenone dal 2015 al 2017 ci sono stati 4 delitti di questo tipo. Inoltre, è in aumento anche il numero di bambini che si trovano ad assistere a fenomeni di violenza”.

Sull’argomento i rappresentanti dell’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia, Paola Dalle Molle e Mattia Assandri, e dell’Associazione della stampa, Fabiana Martini, hanno rimarcato lo sforzo profuso dalla propria categoria professionale per lo sviluppo di precise regole deontologiche .

Francesca Colombi, assessore del Comune di Gradisca d’Isonzo, dove la scorsa settimana si è verificato un caso di femminicidio, ha infine annunciato che sabato 25 novembre nella città isontina verrà organizzata una marcia in memoria della vittima, Migena Kellezi.

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