17/09/2019

Sono già 23 su 50 i comuni del pordenonese che hanno discusso e fatto propria la proposta di delibera inviata da Coldiretti Friuli Venezia Giulia sul problema dei danni da fauna selvatica; considerando che Andreis è commissariato, il 50 per cento delle amministrazioni ha sostenuto l’iniziativa e altre hanno già programmato di inserire questo punto nella prossima seduta di consiglio.

Le delibere approvate, oltre che prevedere piani straordinari di abbattimento di alcune specie (cinghiali e corvidi in particolare) che sono ormai fuori controllo e stanno devastando molte coltivazioni, sollecitano la Regione a richiedere l’avvio dell’iter legislativo di una proposta di legge di revisione della L. 157/92 negli articoli relativi alla prevenzione, agli indennizzi e controllo dei danni arrecati dalla fauna selvatica all’agricoltura.

Quello della fauna selvatica è ormai un problema di tutti: dell’agricoltura, certo, ma anche per tutti i cittadini, afferma il presidente di Coldiretti Pordenone, Matteo Zolin. È inevitabile che in un ambiente antropizzato serva l’intervento dell’uomo a controllare anche la fauna – continua il presidente -, non possiamo recintare o coprire di dissuasori tutta la campagna pordenonese e regionale, o tutte le strade e i canali.

I danni causati dalla fauna –spiega Coldiretti- sono ormai estesi su tutti i territori; i canali di bonifica sono bucati dalle nutrie, i pascoli montani e collinari devastati dai cinghiali che non risparmiano mais e altre colture in pianura, corvidi colpiscono le coltivazioni ma anche i nidi o i piccoli di altre specie, caprioli e cervi entrano nei frutteti. Per non parlare degli attacchi agli allevamenti da parte dell’ ultimo arrivato: il lupo. Bisogna inoltre considerare l’effetto non secondario della trasmissione di malattie: la fauna, soprattutto quando le popolazioni sono eccessive, veicola infezioni potenzialmente devastanti per gli allevamenti, quali la peste suina o l’influenza aviaria.

“Ci sono aziende agricole esasperate –prosegue Matteo Zolin- perché non riescono a portare avanti più la loro attività di coltivazione, in molti casi anche per i danni enormi provocati dalla cimice asiatica. Da alcuni mesi Coldiretti mantiene alta l’attenzione su tutta la regione su questi temi: la condivisione delle amministrazioni dà il senso di quanto urgente e sentito sia il problema.

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