24/10/2018

In questi ultimi anni l’import e soprattutto l’export hanno assunto una sempre maggior centralità per le aziende italiane, anche per le PMI. Tuttavia, la complessità delle norme che riguardano il commercio internazionale e le procedure doganali, hanno a volte rallentato il business delle imprese.

Lo scenario attuale ha visto la recente entrata in vigore del “nuovo Codice doganale dell’Unione Europea” (1° maggio 2016), che avrà piena attuazione entro dicembre 2018.

AEO E AE…COSA SONO?

Tra le innovazioni per sveltire i traffici e ridurre il numero dei controlli, preservando contemporaneamente le esigenze di garantire la sicurezza, assumeranno un ruolo cardine due certificazioni doganali, non obbligatorie, che consentiranno importanti benefici in termini di dazi e di velocizzazione delle pratiche: l’AEO – Authorized Economic Operator (Operatore Economico Autorizzato) e l’AE – Authorized Exporter (Esportatore Autorizzato).

La certificazione AEO, che si distingue in più tipologie di attestazioni, stabilisce l’affidabilità di un’impresa rispetto alle autorità doganali redendola quasi un’estensione della dogana stessa e consente, tra gli altri, i seguenti vantaggi: riduzione dei controlli doganali in sede di import, riduzione dei controlli doganali alle frontiere di Stati Uniti, Cina e Giappone (grazie agli accordi di mutuo riconoscimento), maggiore velocità nelle spedizioni e, quindi, riduzione di costi.

L’AEO può essere ottenuta da operatori economici che intervengono nella catena di approvvigionamento internazionale, ossia: produttori, esportatori, imprese di spedizione, depositari, agenti doganali, vettori, importatori.

La certificazione AE, invece, consente di godere di regimi preferenziali e addirittura di dazio zero nei confronti di Paesi con cui l’Unione Europea ha siglato degli accordi commerciali preferenziali, tra cui ad esempio la Corea del Sud.

Data l’importanza strategica di queste certificazioni e la constatazione della scarsa conoscenza su di esse, Confindustria ha intrapreso fin dal 2014 un ciclo di seminari specifici sul territorio nazionale denominato “Dogane e Internazionalizzazione”. Tale percorso ha posto le basi per il progetto “Fast Export” una serie di incontri formativi, avviato nel 2016 e che proseguirà per tutto il 2017 grazie alla collaborazione tra l’Associazione, il Ministero dello Sviluppo Economico, l’ICE – Istituto per il Commercio Estero e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Il progetto Fast Export si è SVOLTO anche a Trieste, oggi giovedì 16 febbraio , nella sede Confindustria Venezia Giulia d La partecipazione,

“Tra le aziende che hanno meglio performato in questi anni così complessi, ci sono quelle che hanno saputo internazionalizzare, impegnandosi per agganciare i mercati esteri. Per questo motivo l’Associazione ritiene che il progetto Fast Export sia un incontro utile per le imprese del territorio: da un lato perchè permette loro di usufruire di una formazione specialistica con i massimi esperti, dall’altro perché fornire gli elementi per poter poi adottare due certificazioni, sinora poco sfruttate, che possono far crescere ulteriormente il loro fatturato” ha dichiarato Sergio Razeto, Presidente di Confindustria Venezia Giulia.

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